Route du Sud, Viviani torna a vincere una tappa e archivia l’esclusione al Giro: “non sono il tipo che sta lì a piangersi addosso”

Elia Viviani torna a vincere una tappa dopo 49 giorni. Ieri alla Route du Sud il ciclista del team Sky ha trionfato grazie ad una strategia perfetta e archivia l’esclusione al Giro d’Italia

Era dal 28 aprile che Elia Viviani non alzava le mani al cielo per primo in una tappa. L’ultima vittoria del ciclista del Team Sky risale alla terza frazione del Giro di Romandia quando ha battuto in volata Sonny Colbrelli della Barahin Merida. Dopo ben 49 giorni di digiuno, il campione olimpionico dell’omnium ha trionfato nella seconda tappa della Route du Sud grazie ad una strategia perfetta. Questa seconda parte di stagione deve essere migliore di quella precedente per Viviani: alle porte ci sono l’Europeo di Herning e soprattutto il Mondiale a Bergen.

La fiducia di Viviani dopo la vittoria di ieri è alle stelle: “ci puntavo. Stavo bene, la squadra ha fatto tutto alla perfezione. Anche se le vittorie non sono mai scontate. Sono abituato a guardare subito oltre. Così ho fatto pure stavolta“, ha dichiarato il ciclista del Team Sky come riportato da La Gazzetta dello Sport. Elia Viviani per scelta tecnica non ha corso il Giro d’Italia. La squadra britannica per la grande corsa a tappe aveva deciso di puntare più sulla classifica generale che sulla maglia ciclamino. Una scelta che non è andata giù al corridore italiano, ma che ora ha smaltito la delusione per l’esclusione: “non sono il tipo che sta lì a piangersi addosso. Certo, non mi ha fatto per nulla piacere stare a casa. È stata una scelta tecnica e la rispetto. Ma era giusto che anch’io facessi presente il mio punto di vista. Brailsford conosce le mie volontà – ha concluso-. Se dopo l’oro nell’omnium ai Giochi di Rio ho deciso di investire per almeno 2-3 anni sulla strada, è naturale che abbia bisogno anche di essere un po’ supportato. Per esempio sarebbe importante avere due uomini come Doull e Dibben che fanno il mio stesso calendario. E avere qualche garanzia in più sui programmi agonistici“.