Route du Sud, Gianni Moscon taglia corto: “Reza? Mi sento a posto con la coscienza”

Gianni Moscon ieri nella terza tappa della Route du Sud è giunto in seconda posizione dietro Rolland. Sul caso Reza il ciclista del team Sky ha la coscienza a posto

Gianni Moscon è tornato a correre dopo 6 settimane di stop (dati dal Team Sky) per presunti insulti razzisti rivolti a Reza, ciclista della FDJ, durante il Giro di Romandia. Ieri nella terza tappa della Route du Sud il ciclista italiano è salito agevolmente sul TurmaletGaborisse ed è giunto in seconda posizione dopo solo Pierre Rolland. Il corridore del team britannico è in settima posizione con 7 secondi di vantaggio su un ritrovato Rigoberto Uran. La tappa odierna è adatta ai velocisti e salvo colpi di scena dell’ultimo momento, la top 10 è in ghiaccio per il giovane ciclista.

Ieri per la prima volta, Gianni Moscon ha scollinato sul Tourmalet. Il monte francese è uno tra quelli che saranno scalati al Tour de France. Il ciclista del Team Sky commenta la prestazione disputata sulla salita dei Pirenei: “sono contento per la mia condizione ha dichiarato Moscon come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Ho perso da un signor corridore come Rolland, ma in salita siamo andati fortissimo. Ho preso vento, ho speso energie: è stata durissima, però la sensazioni sono ottime”.

Il 25 giugno ci sarà il Tricolore in Piemonte. Una gara che potrebbe portare Gianni Moscon ad avere la maglia di campione italiano. Nei giorni scorsi Elia Viviani, suo compagno di squadra, ha dichiarato di aiutare il giovane azzurro a portare a casa la prestigiosa maglia. Il cilista del team Sky ha analizzato il percorso: “è più dura rispetto all’anno scorso, in cui arrivai 5°. Voglio fare risultato: è un mio obiettivo. Ci sono anche Puccio e Rosa. Io sono quello più in forma, è una corsa adatta a me”, ha proseguito.

Moscon durante la squalifica si è allenato vicino casa (a Livo, ndr). Il ciclista del team Sky ripercorre quegli attimi al Giro di Romandia, quando avrebbe insultato Reza, corridore della FDJ:io mi sento a posto con la coscienza: ho accettato la punizione, mi sono preso il mio riposo. Non ho ucciso nessuno e le accuse non erano neanche del tutto fondate. Ma preferisco non parlarne più – ha continuato -. Dai colleghi ho sempre avuto sostegno, sapevano che era stata una cosa ridicola. E sulle strade anche oggi (ieri, ndr) c’era tanta gente che mi incitava. No, non penso di dovermi ricostruire un’immagine. Chi mi vuole bene ha capito, chi non mi vuole bene ne ha approfittato per attaccarmi”.

Infine stila il calendario per questa seconda parte di stagione: “Classica di San Sebastian il 29 luglio, Burgos dall’1 al 5 agosto, poi c’è la Vuelta. Voglio scoprire i ritmi su 21 tappe, rodare il motore. In base a come esco, si potrà pensare al Mondiale di Bergen”, ha concluso.