Jorge Lorenzo, le difficoltà in Ducati e il paragone con Valentino Rossi: il maiorchino certo di risolvere presto tutti i suoi problemi

Esordio stagionale complicato per Jorge Lorenzo. Il maiorchino della Ducati non è ancora riuscito a trovare il giusto feeling con la sua Desmosedici Gp17, ma non perde la fiducia.

jorge lorenzoL’ex pilota della Yamaha ha iniziato una nuova avventura e non ha intenzione di mollare finchè non sarà riuscito ad essere competitivo, a lottare con i migliori e a raggiungere i suoi obiettivi. Lorenzo ha più volte spiegato che sta vivendo da solo queste sue difficoltà e che non ha bisogno dell’aiuto di nessuno: “sto tenendo la pressione su di me. Non ho un “mental trainer”, tanto meno uno psicologo dello sport. Vado avanti come ho sempre fatto: cerco nella mia testa la soluzione del problema, e faccio appello alla mia forza. Non c’è nemmeno la ragazza! La verità è che ho abbastanza esperienza per sapere che lo sport è fatto così, ogni tanto ci sono momenti in cui le cose non funzionano; accade per motivi diversi, ma prima o poi succede. In questo caso specifico, il motivo è abbastanza chiaro: ho vissuto un cambio di moto che è più difficile di quanto mi aspettassi. È una cosa seria, ma la cosa positiva è che almeno conosco il problema e posso concentrarmi su quello“, ha dichiarato il maiorchino in una lunga intervista a Motosprint.

LaPresse/EFE
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“Sono abituato ad assorbire i miei problemi e a metterli da parte quando devo dimenticarli; faccio in modo di pensare a qualcosa di diverso quando è il momento di non ri?ettere sui guai, ma arriva un punto in cui mi metto ad analizzarli a fondo, e con calma. È una questione mentale, certo: arriva il momento in cui metto assieme tutti i pezzi del puzzle e ci ragiono sopra, ?nché non si adattano tutti tra di loro; quando arrivo a quel punto, allora, le cose iniziano a funzionare. Ho sempre fatto così, e ha sempre dato buoni esiti, perciò non vedo perché non debba funzionare anche questa volta“, ha aggiunto il ducatista.

LaPresse/EFE
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Adesso mi è chiaro, per esempio, che la soluzione non arriverà improvvisamente, quindi non bisogna aspettarsi un cambio di prestazioni da una gara all’altra. Ci sarà un miglioramento costante, diciamo che devo guadagnare un decimo alla volta; anzi, da mezzo decimo al decimo… Questa è la strada: si va avanti così ?no a quando, ?nalmente, mi avvicinerò sempre più al punto a cui voglio arrivare. Il mio istinto, se gli concedo troppo spazio, mi fa guidare come se stessi su una Yamaha… Con la M1, se stai spingendo troppo inizi ad andare peggio. L’ho visto in molti casi, mi ricordo anche che accadde con Ben Spies: all’inizio andava veloce, ci era arrivato in fretta, ma poi ha vissuto momenti difficili; Pol Espargarò, che è un pilota molto aggressivo, non è riuscito ad andare forte con la Yamaha proprio a causa della sua aggressività. Finora, i piloti che sono andati forte con la Yamaha sono stati quelli che hanno guidato “di ?no”: io, Valentino Rossi, Edwards“, ha aggiunto Lorenzo.

LaPresse/Xinhua
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È come giocare per tanto tempo in un campionato di calcio molto offensivo come quello spagnolo e, improvvisamente, trasferirsi in Italia, dove si gioca fondamentalmente sulla difensiva. Ci arrivi, prima o poi, ma ci vuole del tempo per adattarsi al cambiamento“, ha detto ancora il ducatista.

Impossibile poi non aprire una parentesi ben precisa, che tanto fa parlare, il paragone con Valentino Rossi: “non confronterei il caso di Rossi col mio. Sarebbe fuorviante, perché nel 2010 c’erano quattro “pacchetti” (pilota-moto) molto buoni e gli altri erano molto lontani, così se prendevi 45 secondi eri quinto o sesto. Ora, se prendi quel distacco, ?nisci quindicesimo! Ci sono più moto competitive e il livello dei piloti é più alto. C’è più equilibrio. È anche vero, però, che oggi la Ducati é migliore rispetto alla moto che aveva trovato Rossi. Ma tutto adesso é più livellato, verso l’alto“, ha spiegato.

LaPresse/XinHua
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In questo momento Bautista guida meglio di me la Ducati, Dovizioso è più veloce di me; anche Petrucci e Redding, e altri piloti Ducati, si trovano meglio di me. Ma penso che quando troverò il “click” il mio livello potrà diventare più alto di tutti. In realtà dovrei già essere il più veloce dei piloti Ducati, visto che la Ducati mi ha preso per questo… Ripeto, quando riuscirò a capire perfettamente come poter essere veloce con questa moto — e sono sempre riuscito a capire come essere veloce con le altre moto che ho guidato — potrò fare un grosso passo in avanti; cioè più grosso di quello che possono fare gli altri“, ha concluso.