Jorge Lorenzo
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Jorge Lorenzo, il paragone con la Yamaha e il bacio alla sua Ducati dopo il terzo posto di Jerez de la Frontera

Un terzo posto che vale come una vittoria: Jorge Lorenzo e tutta la Ducati hanno così commentato il podio del maiorchino al Gp di Jerez de la Frontera, il primo in sella alla Desmosedici Gp17.

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E’ un terzo posto che ha il sapore di una vittoria con la Yamaha. Ho sofferto molto la mancanza di risultati, sono stato criticato troppo e troppo presto, è stato detto che sono un pilota troppo pulito per questa moto: dedico a tutti loro questo podio. Non si può dubitare di un pilota che ha vinto 44 GP in MotoGP e ha conquistato più di 140 podi. Questa è una moto difficile, va guidata in maniera “illogica”: sono umano, anch’io ho bisogno di tempo, come mi era successo all’inizio con la Honda 250. Ho trovato qualcosa che mi permette di sfruttare meglio la Ducati e in altre piste saremo ancora più competitivi. Sapevo prima del via di avere il passo per stare nei primi cinque, ma il ritmo è stato più basso del previsto, ho fatto dei bei sorpassi”, ha dichiarato in un’intervista a Motosprint Jorge Lorenzo che ha poi ammesso però di non aver ancora trovato il feeling perfetto alla guida: “non ancora. Penso un po‘ troppo quando sono in sella. Ma presto o tardi sarò più naturale“.

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Sono più contento di tante vittorie ottenute con la Yamaha, perché con la M1 già il primo anno, nel 2008, mi ero trovato una moto con cui si poteva lottare per il mondiale. Adesso sono migliorato come pilota, sono più maturo; ho trovato una moto difficile da capire, e che molti piloti hanno sofferto. E’ vero che è migliorata negli ultimi anni, ma rimane difficile, una moto speciale. Non mi sono dimenticato come si guida“, ha aggiunto poi il maiorchino.

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Lorenzo, dopo il terzo posto a Jerez, una volta arrivato al parco chiuso e abbracciato tutto il suo team, ha poi baciato la sua moto: “negli ultimi giorni, dopo le mie prestazioni positive, ho visto una grande reazione dei ducatisti, commenti che mi dicevano: dai, credici! Mi sembrava giusto ricambiare quelli che hanno ?ducia nelle mie capacità. La moto deve migliorare ancora tantissimo, abbiamo dei punti forti ma anche deboli: nelle piste favorevoli, come potrebbero essere Le Mans e Mugello, si può anche pensare di migliorare questo risultato. Dobbiamo provare quest’anno a conquistare qualche GP e preparare al meglio il 2018“.

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Ma la Desmosedici Gp17 non è ancora perfetta: “Gigi Dall’lgna sa perfettamente che dobbiamo lavorare sui difetti di questa moto, soprattutto quando lasci il freno, e poi il carattere del motore, che avendo tanta potenza va addolcito. Ma adesso mi trovo più a mio agio con la moto“.

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Prima di provare la Ducati a Valencia, pensavo che sarebbe stato più facile. Ho impiegato molto tempo per capire certi aspetti ma, quando l’ho fatto, sono cresciuto velocemente. Dall’Argentina a Jerez abbiamo fatto un cambio grandissimo. Ma adesso è inutile pensare su quale pista si potrà migliorare questo risultato. Quest‘anno la MotoGP è un po’ pazza, accade di tutto: ma è chiaro che con un lungo rettilineo possiamo migliorare”, ha concluso.

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