LaPresse/Fabio Ferrari

Tante forature oggi per i ciclisti della terza tappa del Giro d’Italia numero 100, ecco il vero motivo della così numerosa presenza di buchi ai pneumatici dei corridori

La terza tappa del Giro d’Italia è vinta da Fernando Gaviria che si aggiudica anche la maglia rosa. Un sogno che si realizza per il ciclista colombiano della Quick-Step Floors che vince in voltata l’ultima corsa di terra sarda. Domani i ciclisti viaggeranno nel loro giorno di riposo per atterrare nell’atra meravigliosa isola italiana, perla del Mediterraneo, la Sicilia.

La terza tappa che da Tortolì è giunta a Cagliari ha però reso necessario l’intervento della polizia a causa di una serie di forature riportate in sequenza dai ciclisti. Proprio mentre si percorreva un tratto della tappa, quasi contemporaneamente, infatti Jungels, Maestri, Brutt e Serry, Anacona, Dillier, Mendes, Andreetta e Zakarin, hanno bucato. Il mistero delle forature è stato però svelato, sono state ritrovate infatti puntine sparse sull’asfalto. Non è la prima volta che in una competizione ufficiale succede questo. Già ieri per la seconda tappa del giro d’Italia l’Anas e la polizia stradale erano dovute intervenire per ripulire il mano stradale da questi oggetti letali per i pneumatici dei corridori.