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La Maglia Rosa, Tom Dumoulin, svela il perchè ha aspettato Nairo Quintana durante la 15ª tappa del Giro d’Italia

Gian Mattia D’Alberto /LaPresse

Tom Dumoulin sta sempre più diventando padrone del Giro d’Italia. Il corridore della Sunweb è in testa alla classifica generale e giorno dopo giorno è diventato lui il candidato alla vittoria finale di questa edizione della corsa in rosa. L’olandese ieri si è reso anche protagonista di un bellissimo gesto: quando è caduto Nairo Quintana, il corridore della Sunweb ha ordinato ai suoi compagni di fermarsi per aspettare il rivale. Un gesto che rende ancora di più magistrale la condotta di Dumoulin in questo Giro d’Italia.

Questo gesto ricorda molto quelli fatti di sia di Contador nei confronti di Schleck al Tour de France del 2011 e che quello di Nibali nei confronti di Froome sempre alla Grande Boucle. A fine tappa, il leader della maglia rosa ha commentato il bellissimo gesto: “perché non voglio guadagnare tempo sui miei avversari solo perché cadono o cose del genere – ha dichiarato il corridore come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Non credo sia il modo giusto di comportarsi“. In molti si aspettavano un attacco della Farfalla di Maastricht nel finale, ma saggiamente ha atteso i suoi avversari. “Gli sprint sono tutti una questione di scelta di tempo. Io stavo pensando a difendere la maglia rosa e, semplicemente, non ho disputato la volata – ha continuato -. È stata una giornata impegnativa e stressante, ma avevo buone gambe. Sono contento che arrivi il giorno di riposo, anche se non sono particolarmente stanco, ma sono sempre felice quando posso staccare un po’ la spina”. 

LaPresse/ Massimo Paolone

Domani il Giro d’Italia comincerà ad aprire il ‘gran gala’ alle salite sul Mortirolo e sullo Stelvio. Da molti questa tappa è considerata la ‘regina’ dell’edizione del Centenario e soprattutto si comincerà a fare sul serio. Domoulin sarà pronto a rendere difficile la vita sia a Quintana che Nibali che lo attaccheranno di sicuro: “posso dire che non temo particolarmente questa tappa. Conosco queste salite, perché le ho affrontate in allenamento, dato che sono stato in ritiro a Livigno e le ho già provate tutte. So che nelle prossime tappe arriverò al traguardo sempre con il mal di gambe – ha concluso -. Dovrò combattere ogni giorno, se lo farò fino alla fine, difficilmente resterò deluso. Probabilmente no. Ma sono tante le cose che nella vita ti sorprendono. Da bambino sognavo di fare il medico. Non avrei mai pensato di diventare un ciclista, eppure…”.