thibaut pinot
LaPresse/ Massimo Paolone

Giro d’Italia, nella corsa più equilibrata di sempre alla fine potranno essere decisivi i secondi. Ma tra i big c’è grande equilibrio anche negli abbuoni

Si concluderà questa Domenica a Milano il Giro d’Italia più equilibrato di sempre. Arriviamo alla cronometro finale (29,3km completamente piatti dall’autodromo di Monza a piazza Duomo) con sei uomini in un minuto e mezzo, con i primi quattro racchiusi addirittura in 53 secondi. I big hanno dimostrato dall’inizio alla fine del giro un grande equilibrio tra loro, senza differenze significative. Ecco l’attuale classifica generale:

  1. Quintana
  2. Nibali a 39”
  3. Pinot a 43”
  4. Dumoulin a 53”
  5. Zakarin a 1′ e 15”
  6. Pozzovivo a 1′ e 30”

E adesso è elevato il rischio che il Giro si decida per pochi secondi. Chi potrà recriminare di più? Abbiamo calcolato gli abbuoni di tutti i big: l’unico a non aver guadagnato secondi grazie ai piazzamenti, è proprio il 6° in classifica, Pozzovivo, mai tra i primi tre nelle tappe in linea. Gli abbuoni, infatti, regalano 10” al vincitore di ogni tappa, 6” al secondo classificato e 4” al terzo. Nelle tappe a cronometro non ci sono abbuoni.

Tra i primi cinque, Pinot è quello che ha conquistato più secondi di abbuono: ben 24, grazie a un primo posto, un secondo posto e due terzi posti. Poi c’è Quintana con 20” di abbuono conquistati con un primo posto, un secondo posto e un terzo posto. Zakarin, con 18” di abbuono ottenuti grazie a tre secondi posti, ha fatto meglio di Nibali e Dumoulin, che hanno conquistato 14” di abbuono con un primo e un terzo posto (non conta per Dumoulin il primo posto della crono di Foligno, in cui non erano previsti abbuoni).

Ecco la “classifica” degli abbuoni conquistati nelle 20 tappe fin qui disputate:

  • Pinot 24”
  • Quintana 20”
  • Zakarin 18”
  • Dumoulin 14”
  • Nibali 14”
  • Pozzovivo 0”

Alla luce di questa situazione, la classifica generale virtuale senza abbuoni (che però è la classifica reale dei distacchi tra i corridori al traguardo), risulta ancora più corta rispetto a quella attuale. Su strada, infatti, tra i primi sei c’è un distacco di appena 1′ e 13”, e tra i primi quattro addirittura di 47”:

  1. Quintana
  2. Nibali a 33”
  3. Pinot a 47”
  4. Dumoulin a 47”
  5. Pozzovivo a 1′ e 10”
  6. Zakarin a 1′ e 13”

E’ l’ennesimo dato che dimostra il grande equilibrio di questa corsa Rosa, con tanti big di primissimo livello in gara. Già dalla prima settimana avevano intuito come quel drappello di 10-12 uomini che si erano presentati appaiati fino alla tappa del Blockhaus avrebbero livellato le loro differenze, e molto probabilmente senza la disastrosa caduta caduta proprio nella frazione abruzzese, anche il britannico Geraint Thomas avrebbe lottato fino alla fine per la vittoria finale.

Adesso la cronometro di Milano è una grande incognita, proprio per questo livellamento: le differenze tra gli specialisti delle prove contro il tempo e gli scalatori più leggeri tendono sempre ad appiattirsi dopo tre settimane di fatiche, e conteranno più che altro le energie residue. Sulla carta, tra i migliori non ci sarebbe storia a cronometro: Dumoulin il più veloce di tutti, poi Nibali, un gradino più in basso Pinot e Zakarin, infine Quintana e Pozzovivo. Ma Quintana corre con la maglia rosa addosso, ed è quello che ha il vantaggio più sostanzioso da difendere. La crono è piatta ma breve, quindi non c’è molto spazio per amplificare i distacchi per gli specialisti. E’ evidente che conteranno molto le gambe. E non sono da escludere clamorose sorprese. Ci viene in mente la Mendrisio-Lugano di 34km nel penultimo giorno del Giro d’Italia del 1998, dove un fantastico Marco Pantani in maglia rosa si classificò al 3° posto, con appena 30” di ritardo da Serhij Hon?ar e addirittura 5” di vantaggio su Pavel Tonkov, 45” su Savoldelli e 1′ e 02” su Alex Zulle, tutti specialisti cronomen. Era un Pantani super, e gli altri arrivarono a quella crono stremati dalle montagne su cui il Pirata li aveva massacrati. Qui la situazione è un po’ diversa, tutti sono sembrati più o meno al limite e sullo stesso livello. Ecco perché, probabilmente, sarà questione di secondi…