Giro d’Italia, a Piancavallo una tappa d’altri tempi: Dumoulin perde tutta la spavalderia e crolla dopo il traguardo, “adesso non ce la faccio più”

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Giro d’Italia, dopo le scintille tra i big si scatena una corsa pazzesca a Piancavallo: Dumoulin paga la sua spavalderia

Una delle tappe più belle degli ultimi decenni al Giro d’Italia dopo le scintille scatenate da Dumoulin tra i big: i corridori non ci entusiasmavano così tanto dalle epiche imprese di Marco Pantani. Neanche Alberto Contador era riuscito a così tanto: tutto merito di Vincenzo Nibali e Nairo Quintana, e delle loro squadre il Team Bahrain Merida e la Movistar hanno deciso di attaccare a 140km dal traguardo, in discesa, dopo l’ennesima clamorosa ingenuità di Dumoulin che continua a correre da dilettante ed è rimasto in coda al gruppo mentre i suoi compagni del Team Sunweb avevano allungato il plotone lasciando la maglia rosa indietro di un minuto e mezzo. Ci ha messo oltre 50km Dumoulin per riprendere gli altri uomini di classifica, compiendo un grande sforzo, rimanendo isolato e sfruttando l’aiuto di Yates, MollemaKruijswijk. La situazione è poi tornata calma in gruppo, ma quello sforzo Dumoulin l’ha pagato. Abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che il giovane olandese soffre gli sforzi prolungati, infatti appena è iniziata la salita finale verso Piancavallo è rimasto in coda al gruppo e s’è staccato da tutti i migliori. Tra i big, il primo sul traguardo di Piancavallo è stato il francese Pinot, con 6” di vantaggio su Pozzovivo e Zakarin, 12” su Jungels, Yates e Quintana, 14” su Mollema, Hirt e Nibali, tutti molto vicini, ma soprattutto 1′ e 21” su Tom Dumoulin, che quindi ha perso anche 1′ e 9” da Quintana e 1′ e 07” da Nibali. Dumoulin, infatti, è stato unico tra i primi dieci a pagare dazio in questa tappa e adesso ha perso la maglia rosa, che passa sulle spalle di Nairo Quintana. Ma la classifica è sempre più corta, i primi sei sono in un minuto e mezzo:

Abbiamo avuto la conferma che questo Giro è sempre stato aperto, che Dumoulin non è affatto il nuovo Indurain come tanti fantomatici opinionisti e addetti ai lavori l’avevano prematuramente incoronato (lo stesso errore commesso lo scorso anno con l’altro olandese Kruijswijk). Invece esattamente come l’anno scorso, nella terzultima tappa del Giro la maglia rosa passa da un olandese a un colombiano. Un anno fa da Kruijswijk a Chaves, adesso da Dumoulin a Quintana. L’anno scorso il giorno dopo la prese Vincenzo Nibali, che poi trionfò per la seconda volta a Torino. E domani c’è la tappa che con ogni probabilità deciderà questo Giro, l’ultimo tappone alpino che è ancora una volta adatto alle caratteristiche degli uomini di fondo, dei vari Quintana, Nibali, Pinot ma anche Zakarin e Pozzovivo. Ancora una volta tutti contro Dumoulin, che paga la sua spavalderia. Dopo il traguardo di Piancavallo è apparso per la prima volta sconfortato ai microfoni dei giornalisti: “è stata una giornata pessima, sono molto negativo per le sensazioni, troppa fatica, non ce la faccio più“. Dumoulin in 24 ore ha perso tutta la sua spavalderia, fino a ieri si sentiva imbattibile e accusava a destra e a manca tutti gli altri. Nibali, dall’alto della propria esperienza, l’aveva detto: “ne ripariamo a Milano“. Ma prima di Milano c’è ancora il tappone di domani, dove tutti attaccheranno ancora in vista della cronometro di Domenica dove l’olandese sta arrivando stremato e le forze sono molto livellate. La crono finale sarà una tappa molto favorevole anche a Vincenzo Nibali che ha appena 43” di distacco da Quintana a cui può rifilare un distacco ben più significativo in un percorso completamente piatto come quello di Domenica. Intanto domani ancora una volta vedremo tanti attacchi contro l’olandese, magari ancora una volta da lontano perché c’è il terreno utile per farlo. Anche domani da Pordenone ad Asiago saranno 190km, ma molto più ondulati rispetto ad oggi. Prima c’è il Muro di Ca’ del Poggio, il chilometro più duro di questo Giro d’Italia con una pendenza media del 13% e alcune rampe al 18%, poi c’è il Monte Grappa che è meno duro ma è lunghissimo, oltre 24 chilometri, infinito. Soprattutto, è a 68km dal traguardo e dopo lo scollinamento c’è una discesa molto lunga e tecnica, di ben 26 chilometri. Quindi finisce ad appena 42km dal traguardo: di questi, i corridori ne troveranno soltanto 13 in pianura, poi ci sarà l’ultima salita del giro verso Foza con tantissimi tornanti che sembra l’Alpe d’Huez, e infine gli ultimi 15 chilometri ondulati sull’altopiano di Asiago. Il tutto dopo 20 giorni di corsa sfiancante. Sarà fondamentale avere dei compagni di squadra davanti, si potrebbe puntare ad isolare Dumoulin da lontano, l’olandese è apparso in evidente difficoltà e continuerà a pagare anche domani le fatiche che si accumulano giorno dopo giorno. Se sarà così, probabilmente Quintana, Nibali e Pinot dovranno tenere d’occhio il cronometro e si prospetta un grande spettacolo.

E sarà un altro grande spettacolo.

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