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Berardi ammette il suo tifo per l’Inter e spiega i motivi del suo no alla Juventus: “non mi piacciono le imposizioni”

LaPresse/Alessandro Fiocchi
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Berardi, che schiaffo alla Juventus –Sono nato con il cuore nerazzurro perché certe cose i genitori le passano ai figli e vinse la fede di papà Luigi e di mio fratello Francesco, non quella di mamma Maria che tifa Juve. Da bambino mi riempì gli occhi Ronaldo il Fenomeno, a 15 anni toccò a Milito: la sera di Madrid presi la mia bandiera e andai con gli amici a festeggiare”, firmato Domenico Berardi. L’attaccante del Sassuolo si racconta alla Gazzetta dello Sport e svela il perché del suo ‘no’ alla Juventus: “il no alla Juventus, in realtà, per come lo dissi io, non fu un no. Il mio era un sì al Sassuolo, il sì che a loro fra l’altro non avevo mai detto. Eravamo appena andati in Europa League: volevo giocarla con i compagni con cui me l’ero presa, volevo crescere un altro anno”.

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Berardi, che schiaffo alla Juventus – Berardi motiva ancora la sua scelta di rifiutare la Juventus: E poi sì, è vero: a me piace tanto giocare e poco fare quello che mi dicono di fare. La Juve non mi ha costretto a far nulla, ma spingeva molto perché andassi: per me era una specie di imposizione. E quanto avrei giocato? Mi avrebbe fatto bene tanta panchina, così giovane? Confesso, l’esempio di Zaza un po’ ha pesato: ho contato i minuti che Simone aveva giocato lì, e ho tirato il freno”, ha concluso Berardi