Domenico Criscito parla dell’attentato di San Pietroburgo e di come lui si trovasse davvero molto vicino alla stazione della metropolitana dove sono fatte esplodere le bombe

Attentato a San Pietroburgo, Criscito era lì: “vi racconto il mio pomeriggio di terrore” – Domenico Criscito difensore italiano, ex della Nazionale e del Genoa, da qualche anno ormai si è trasferito in quella terra fredda che è la Russia. Tra le fila dello Zenit San Pietroburgo il calciatore italiano difende la porta della propria squadra dal 2011, da quando cioè il Genoa lo vendette. Il napoletano ieri ha visto riempire la città in cui lavora di paura e morte. L’attentato ha sconvolto San Pietroburgo proprio nel giorno di riposo di Criscito e mentre lui era in un ristorante non lontano da dove è accaduto. “Ero a pranzo in un ristorante vicino alla stazione della metropolitana dove c’è stato l’attentato. – spiega Domenico Criscito – Ma non ha percepito nessun pericolo. Sono tornato a casa e ho saputo dalla televisione cosa era successo. Nei giorni precedenti, nel fine settimana non c’era stato nessun tipo di segnale che facesse pensare a una situazione di allarme. Una volta successo il caos mi sono chiuso in casa e ho trascorso il pomeriggio con i miei bambini”, ammette il calciatore come riporta Il Giornale.

Attentato a San Pietroburgo, Criscito era lì: “vi racconto il mio pomeriggio di terrore” – La preoccupazione del difensore però si è rivolta tutta a Carlo Nicolini, il preparatore di Criscito, solito a prendere proprio la metropolitana colpita dall’attentato. “Lui prende quella linea blu, sempre affollata, della metropolitana di San Pietroburgo svela – per andare al centro d’allenamento della squadra. L’ho sentito, sta bene. Per fortuna non è rimasto coinvolto nell’attentato. Certo che rimane l’impressione è che non ci sia più un posto sicuro dove stare, perché era impensabile che un città tranquilla come San Pietroburgo potesse essere colpita”.