L’inconfondibile voce del wrestling di Sky Sport, Michele Posa, ha espresso il suo parere sull’imminente WrestleMania 33, dando il suo parere sulla questione Goldberg, i match titotali e rivelandoci alcuni retroscena personali sull’evento visto dal vivo

Michele PosaWrestleMania 33: il programma dell’evento – Manca poco meno di una settimana alla fatidica data di domenica 2 aprile, la notte nella quale i sogni diventano realtà, quella in cui il sangue, il sudore e i sacrifici di un intero anno trovano il loro climax in una serata in cui tutto è concesso: la notte di WrestleMania 33. Per chi non potesse assistere all’evento al Citrus Bowl di Orlando, ricordiamo che lo show è come sempre acquistabile su SKY Primafila, in un pacchetto che comprende WrestleMania 33 e Payback, disponibile in differita fino a giovedì e con l’esclusiva del commento live in italiano delle due inconfondibili voci di Luca Franchini e Michele Posa. Proprio in occasione, dello Showcase of Immortals, noi di SportFair abbiamo contattato Michele Posa per analizzare una WrestleMania 33 che si presenta elettrizzante, e Michele, fra vari impegni di lavoro e la promozione del suo nuovo canale YouTube (Mkp17), ha trovato il tempo di offrirci la sua autorevole opinione sull’evento di wrestling più attesso dell’anno, rivelandoci anche alcuni straordinari retroscena.

Posa e FranchiniWrestleMania 33: l’evento che Michele non dimenticherà mai – Abbiamo chiesto inizialmente a Michele quale fosse il ricordo più bello legato alle edizioni passate di WrestleMania. Con nostra grande sorpresa, il ‘Bardo‘ non ha affidato la sua risposta al ricordo di un match o di una superstar in particolare, ma ha raccontato il retroscena di una sua particolare esperienza personale. “Il ricordo più forte legato alla kermesse è quello connesso al primo viaggio negli USA, insieme a Luca Franchini, non solo per vedere dal vivo WrestleMania, ma anche per viverla come telecronisti. Era WrestleMania 31, Levi Stadium Santa Clara. Esperienza formativa ed epifanica – ha raccontato Michele Posa – Primo viaggio negli USA dopo averne letto per qualche decade, nel quale hai anche l’occasione di vedere come lavora la WWE dietro le quinte e puoi apprendere tantissime informazioni sulla disciplina, che nessun libro può insegnarti. Vedi la città che lavora dietro WrestleMania, vedi il movimento dei dirigenti: capisci la complessità che c’è dietro l’evento WWE, rispetto a quel poco che si vede in tv.

Posa e Franchini 1Vedere il produttore del match che parla con l’arbitro di fronte ai lottatori. C’è tanto lavoro ‘nascosto’ fatto dietro le quinte, andare a vederlo dal vivo è stato un momento di ‘apertura di orizzonti’ che ti pone davanti a un limite: per quanto io abbia passato la mia vita ad acculturarmi su questo sport, ci sarà sempre il limite del ‘non lavorare lì con loro’. Il ricordo più importante che ho legato a WresteMania è proprio questo. Poter assistere dal vivo a questo show, come telecronista o come fan, è l’apoteosi del wrestling, il Natale. Vedere, il boato, i fuochi d’artificio che esplodono, i pyros di Kane che da dietro la schiena di fanno saltare in aria, è una cosa che ognuno dovrebbe provare almeno una volta durante la sua esistenza. Quando sei lì non guardi neanche la card, non importa neanche chi combatte: è WrestleMania, comunque andrà, è un evento che non fallisce mai!”.

Roman Reigns e The UndertakerWrestleMania 33: l’ultima notte dell’Undertaker? – A proposito di ricordi e momenti magici… la nostra chiacchierata non poteva che spostarsi sulla figura di The Undertaker. Rumors dagli USA parlano di un possibile ultimo match del Deadman a WrestleMania 33: la fine nello scenario in cui tutto ha avuto inizio. Abbiamo chiesto a Michele cosa dobbiamo aspettarci dal match di Undertaker e soprattutto qual è il ricordo più forte che associa alla figura di Taker a WrestleMania. “Undertaker ha compiuto 52 anni qualche giorno fa, l’età c’è e non è un mistero. Molti match recenti li ha conclusi in evidente difficoltà fisica. Non so se quest’anno chiuderà la carriera, ci sono ancora un paio di amtch importanti che potrebbe disputare: quello che forse maggiormente manca a WrestleMania, è quello contro John Cena. Il tempo prima o poi però, ti mostra una multa, una parcella… – ha spiegato Michele – Il match dell’Undertaker però essere un passaggio di consegne. Gli scenari sono questi: l’Undertaker, che vinca o che perda, riconosce il valore di Roman Reigns; Roman Reigns effettua un turn heel, decide di passare fra i malvagi e dà inizio ad una nuova parte della sua carriera.

Mick Foley Vs UndertakerPer quanto riguarda il momento più iconico dell’Undertaker a Wrestlemania, beh è difficile scegliere, secondo me sono due: l’Hell in a Cell contro Mick Foley del 1998, lì è successo qualcosa che è andato oltre al Wrestling WWE, si è arrivati ad un punto dal quale poi hanno anche capito che era meglio fare 2 passi indietro. C’è stato qualcosa che poi, seppur provato ad imitare, non ha più avuto quella forza lì; poi personalmente direi ogni singola entra dell’Undertaker, lui che arriva con i druidi che tengono le torce, il sottofondo, la luce che cala, fantastico. È ovvio invece che il momento più scioccante però sia la perdita della streak contro Lesnar”.

Randy Orton vs Bray WyattWrestleMania 33: un match dall’esito…incerto! – Quello di Undertaker non è di certo l’unico grande match presente nella card dell’evento. Il titolo di campione di SmackDown sarà messo in palio da un indemoniato Bray Wyatt che dovrà difendersi dagli assalti di Randy Orton che è arrivato a colpirlo nella parte più profonda e intima che anche un ‘mostro’ come lui, può avere: la memoria di Sister Abigayl. Michele ha analizzato così la natura di un match accattivante e dal finale incerto: “Bray Wyatt arriva a questo evento con alcuni mesi di buone prestazioni, ma non ha mai particolarmente brillato. È uno dei match più indecisi, il divario fra i due è minimo e potrebbe capovolgersi il rapporto di forza. Visti i titoli e il blasone del nome, oltre alle capacità dimostrate in passato, Randy Orton dovrebbe avere un leggero vantaggio, credo che Orton ce la possa fare. Certo poi Bray Wyatt è un personaggio che porta sul ring mille risorse da poter scatenare contro l’avversario (in fase di storytelling e storyline), può avere alleati, piani segreti, è il classico atleta dei giochi psicologici e della furbata finale. Il match è proprio allettante per questa indecisione su come possa andare a finire”.

Goldberg10WrestleMania 33: Goldberg? Gestione perfetta! – L’altro match titolato presenta uno fra i campioni più contestati degli ultimi anni, Bill Goldberg. ‘The Man’ al ritorno sul ring dopo 12 anni, ha effettuato due match battendo l’invincibile Brock Lesnar e il campione universale Kevin Owens in una manciata di secondi, conquistando anche la cintura. Una gestione del personaggio che ha fatto gridare allo scandolo i fans. Michele Posa ha smontato le varie critiche, esprimendo un parere largamente positivo su Goldberg, analizzando: la tipologia del personaggio, il modo in cui è stato gestito e la fetta dei fans che critica la WWE sulla questione.

Bill Goldberg (11)Il ritorno di Goldberg ha fatto molto discutere: questo è vero. Perché? Perché un atleta torna a combattere dopo 12 anni sulla scia del contratto che ha firmato come uomo immagine del videogioco. Non stiamo parlando di un atleta qualunque, stiamo parlando di Goldberg. Goldberg per certvi versi è stato una meteora in WWE, una stella cometa mettiamola così. Di solito, le meteore hanno un’accezione negativa nel mondo dello spettacolo, si spengono rapidamente. Per Goldberg non è la stessa cosa: lui ha convogliato su di se l’immaginario collettivo di una fetta enorme di tifosi di wrestling, fin dagli esordi in WCW e successivamente nel passaggio in WWE – ha ricordato Michele – Goldberg è magnetico, il pubblico ne è sempre stato attratto perché vedeva in lui quella violenza primordiale di un uomo che entra nel ring e ti massacra in poche decine di secondi e se ne va!

Bill Goldberg (1)Il personaggio di Goldberg è sempre stato questo, in particolare negli show settimanali: entro nel ring, ti massacro di botte e me ne vado. Ha sempre fatto questo, basta controllare i suoi match del passato, duravano 2-3 minuti e se duravano di più era perché aveva a che fare con 2-3-4 persone. Ovviamente nei pay per view in WWE è arrivato anche a combattere 10-12-14 minuti, ma erano match di caratura ben diversa, oltre che PPV. Chi si aspettava che Goldberg al primo match contro Brock Lesnar durasse 20 minuti, aveva aspettative sbagliate. Il titolo non se l’è sudato, è vero, ma semplicemente perché l’ha vinto attraverso uno snodo narrativo: Kevin Owens si distrae a causa di Jericho, e viene schienato dopo un paio di mosse. Paradossalmente Kevin Owens è stato protetto: non ha combattuto, è stato colto di sorpresa. La vittoria di Goldberg è un paracadute anche per chi subisce la sconfitta. La stessa cosa vale anche per Lesnar che ha perso in pochi istanti. Se avesse perso in un match di 10 minuti sarebbe stato peggio, adesso Lesnar può dire ‘ho perso perché ti ho sottovalutato e tu hai sfruttato le tue due mosse più importanti’.

GoldbergLa gestione della WWE di Goldberg è estremamente positiva sotto logiche di backstage e di mercato. Il suo ritorno non ha soddisfatto i fans? Non ha soddisfatto una particolare tipologia di fans, quella ipercritica spesso legata al web che non si fa mai piacere niente. Quella che non ha l’etusiasmo di dire ‘guardo e mi diverto’. La tipologia di fans che guarda alle mosse, al merito presunto o alle possibili raccomandazioni. Il fan che non sostiene la WWE, gli ruba gli eventi, sui social dà mille motivazioni per non guardarla. Aspetti quasi bambineschi se sei davvero a conoscenza di come vanno le cose. Il ritorno di Goldberg è stato una delle cose più potenti degli ultimi 6 mesi. Goldberg ha ancora un impatto mediatico forte, fa parlare i fan, crea l’effetto nostalgia e piace ai bambini. Tutti avrebbero voluto botte da orbi fra Lesnar e Goldberg fin dall’inizio, ma essendo il Wrestling uno spettacolo scritto, si è pensato ad una narrativa su 3 capitoli: a WrestleMania avremo il capitolo finale, qui vedremo se Goldberg è uno che non sa più fare niente, o se hanno tenuto il meglio per la fine. Se anche qui dovesse durare pochi minuti, allora sì che potremmo dire che ha deluso l’intero arco narrativo”.

The MizWrestleMania 33: l’intoccabile John Cena, o forse no…  – Se Goldberg può essere contestabile, chi invece ha lo status di ‘intoccabile’ in WWE è John Cena: una figura iconica che è stato ed è ancora il volto della WWE, quello pulito, il paladino dei buoni. Incontestabile sì, fino a quando The Miz ha deciso di provocare il leader della ‘Cenation’, definendolo un privilegiato ed un ipocria, tirando in ballo nella faida anche la fidanzata Nikki Bella, facedo serpeggiare qualche dubbio sulla reale ‘perfezione’ di Cena. Qual è dunque la verità?

John Cena e Nikki BellaQuesta è la bellezza di una storia che non ti permette di schierarti in maniera aperta e che per certi versi strizza un po’ l’occhio alla realtà. John Cena e Nikki Bella sono i ‘superbuoni’, soprattutto John Cena: un uomo che ha garantito oltre 500 ‘desideri realizzati’ ai bambini malati terminali, grazie all’associazione ‘Make a Whish’. Un personaggio che sembra non avere difetti nella sua armatura di paladino del bene – ha sottolineato Michele Posa – Dall’altra parte, le insinuazioni di The Miz sono velenose e ricalcano ciò che spesso accade nella nostra società. The Miz vince spesso fregando il prossimo, rubando: la sua è la lingua velenosa che vuole creare zizzania. Questa rivalità è scritta definendo due ruoli precisi in partenza: due buoni (Cena e Nicky) e due cattivi (Miz e Maryse), ma il fan può schierarsi da ambo le parti, in base al proprio modo di vedere le cose, pensando anche che per una volta i cattivi possano dire la cosa giusta. Come ha fatto Luca (Franchini) in telecronaca, che ha preso le parti di The Miz, nonostante spesso lo critichi.

New WWE World Heavyweight Champion John CenaIo che ho conosciuto John Cena di persona, non posso che prendere le sue parti. Ricordo un episodio legato al suo arrivo in Italia per il tour WWE. Era il 2006, l’incontro con i fans doveva avvenire al Mondadori Center di Milano. Erano previste circa 500 persone: si presentarono in 5000! La polizia era in assetto antisommossa, il traffico in titl, lo store stracolmo di gente in tutti e tre i piani dei quali era composto. John Cena doveva stare li un’oretta a firmare autografi e fare qualche foto. Più tardi doveva girare diverse immagini a fine pubblicitario, all’autodromo di Monza con una grossa casa automobilistica. Cena fece saltare tutto, attirandosi le ire dei dirigenti WWE, rinunciando anche ad un lauto compenso. Lui disse: ‘qui c’è tutta questa gente, preferisco stare con i miei fans’. Questo dà l’idea di come non si possa criticare John Cena sotto questo punto di vista. Cena è un personaggio che piace agli americani, non ha grossi scheletri nell’armadio. Negli USA guardano molto a ciò che si restituisce alla società dopo aver raggiunto la fama, lì è quasi un obbligo morale restituire qualcosa se ce la fai a sfondare, dare un’altra opportunità a qualcuno per ‘farcela’. Se vediamo l’impegno che ci mette John Cena in questo, nella beneficenza, giù il cappello“.

Bayley 50WrestleMania 33: campionesse alla prova del nove – Dopo aver parlato delle faccende maschili, è stata la volta di spostare il nostro focus sulla divisione femminile. A WrestleMania 33 ci saranno due match complicati per due campionesse che si ritrovano in una situazione davvero poco invidiabile, capace di metterne in dubbio anche la loro stessa caratura. Bayley dovrà affrontare l’ex campionessa Charlotte Flair, l’amica Sasha Banks e la mastodontica Nia Jax: 3 avversarie più forti sulla carta che rappresentano un paradosso, un match nel quale la campionessa è la meno quotata. Alexa Bliss a SmackDown invece, ha uno status di campionessa più solido, ma ha conquistato il titolo solo grazie all’infortunio di Naomi.

Michele Posa e BayleyComunque vadano i match di WrestleMania, le due campionesse non ne usciranno di certo inadeguate – ha precisato ‘Il Bardo’ – Bayley a NXT con Sasha Banks ha disputato due match straordinari, uno della durata di 30 minuti (Iron Man Match, ndr). Quei due match hanno dato inizio alla rivoluzione femminile. Questo dimostra la capacità di Bayley che appare come ‘il brutto anatroccolo’, quella che parte indietro rispetto alle altre, che non ha il look sexy, o il fascino esotico dei capelli rossi di Becky Lynch, o il pedigree familiare come Charlotte. Lei ha iniziato ad allenarsi grazie alla sua grande passione e all’incontro con John Cena che la spronò ad allenarsi: motivazione che l’ha portata ad essere la campionessa di Raw. Bayley è il testamento alla tenacia, alla determinazione. Come risultati ha già superato Becky Lynch ad esempio. C’è la possibilità che se dovesse continuare a vincere in maniera convincente, possa diventare lei la base sulla quale portare avanti la divisione femminile di Raw. Bayley ha quel fascino inspiegabile chiamato negli USA ‘intangibili’, il nostro ‘x factor’: Bayley piace ai giovani, dà quell’idea di sorella maggiore che tutti vorrebbero avere. È un personaggio sul quale ci sono possibiltà narrative lunghe 10 anni, lei interpreta ciò che è nella vita!

Alexa BlissPer quanto riguarda Alexa Bliss, lei ha avuto diversi problemi di anoressia nella vita, ha rischiato anche di morire. Ha uno stile di lotta meno appariscente, a parte qualche acrobazia. Ha avuto meno tempo di imporsi come personaggio, per alcuni problemi al microfono fra le ragazze di SmackDown: Becky ha un accento nord europeo, Micky e Natalya parlano spesso sopra le altre, tutto ciò contribuisce a sminuire i discorsi legati ai personaggi. Alexa comunque ha grandi margini di miglioramento, ma come cattiva di SmackDown non ha lottatrici al suo pari. Stanno puntando molto su di lei, può anche cambiare in pochi mesi il suo personaggio. Lei più di Bayley ha bisogno però di una grande prestazione a WrestleMania”.

Bayley 70WrestleMania 33: un futuro da protagonsite? – Vista la grande considerazione raggiunta negli ultimi anni dalla divisione femminile, alla quale si aggiunge un roster di atlete di gran livello, abbiamo chiesto a Michele se un domani la divisione femminile potrà avere il suo personale main event a WrestleMania. “Bisogna fare una distinzione inizialmente: ‘IL main event’ è il match che finale, quello che chiude la serata”; ‘UN main event’, è un match di grande importanza, non necessariamente posto per ultimo – ha precisato Michele –

WWE Roadblock CharlotteQuest’anno magari chiuderà lo show Goldberg contro Lesnar, ma anche Wyatt contro Orton è un possibile main event, mette in palio il titolo. Se parliamo del main event che chiude lo show la strada è ancora lunga. Più che altro perché sono ancora troppo poche le lottatrici, per creare una situazione di suspance come possono fare i combattenti maschi. Non è una questione di capacità, ma di rilevanza numerica. Mi spiego: a Raw e a SmackDown ci saranno una decina di ragazze per show a fronte di una cinquantina di atleti maschi per roster. Durante un anno le varie combo di ragazze si trovano già a lavorare parecchio: non c’è quella facilità di creare quell’attesa di big match situation così immediata per avere un main event da WrestleMania.

Sasha BanksPer quanto Charlotte e Sasha Banks abbiano disputato degli ottimi match, nel momento in cui arrivano due leggende del passato come Lesnar e Goldberg, la Federazione deve avere del fegato per mettergliele davanti. Potrebbe accadere certo, Stephanie McMahon e Triple H sono molto decisi a portare avanti un discorso femminile. Ma è più difficile per la mancanza di profondità del roster: puoi pompare due atlete all’inverosimile tutto l’anno, senza farle mai affrontare, e proporre la sfida decisiva a WrestleMania. Si può fare un campionessa di Raw contro campionessa di SmackDown, però devi avere un avvicinamento complesso per farlo diventare un money match. In UFC ad esempio c’era Ronda Rousey che per diversi anni ha ricoperto il ruolo di stella, in WWE assegnare un ruolo del genere che superi i John Cena, gli AJ Styles i Roman Reigns è più difficile. In futuro però chi può dirlo, magari fra 5 anni…”.

Kurt Angle (2)WrestleMania 33: il dream match – Come ultima domanda abbiamo chiesto a Michele di vestire i panni del match maker, creando un dream main event nel quale si potrebbero affrontare una superstar del presente contro una superstar del passato all’apice della sua carriera. “Ho pensato a uno o più match, in particolare quelli che non si erano mai visti in WWE – ha detto un divertito Michele – Mi piacerebbe vedere Kurt Angle vs Shinsuke Nakamura, un bel match tecnico fra due che a suon di suplex e calci si ammazzerebbero di botte, un incontro tecnico ma intenso.

The RockPoi mi piacerebbe vedere The Rock vs Samoa Joe, perché da un lato avrei un wrestler con una grande mimica facciale, che ha lavorato tantissimo per avere i migliori pugni della WWE, una parte del suo libro racconta di come i talent scout della WWE gli dissero ‘va tutto bene ragazzo, ma tiri dei pugni di merda!’, lui ne fece una questione di orgoglio e si allenò ogni giorno su questo. Dall’altra parte ci sarebbe Samoa Joe, uno che pesta e non gliene frega niente di niente.

WWE TLC (5) aj stylesPoi vorrei vedere due atleti dinamici, ma in maniera diversa: Aj Styles, che ha uno stile dinamico che richiede tanto all’avversario e ha bisogno di un aversario ‘Fenomenale’ come lui, quindi gli metto contro Macho Man Randy Savage, un altro che aveva un’indole come la sua almeno sotto il profilo dello spettacolo.

Shawn MichaelsIl match che più vorrei vedere è un allievo contro maestro per certi versi. Da una parte voglio mister WrestleMania, Shawn Michaels: uno che ci tiene sempre a fare bene a WrestleMania. So che magari al Frank fischieranno le orecchie… contro di lui metterei Daniel Bryan, l’unico face che ha veramente attirato dietro di se in maniera strepitosa a livello di tifo. Mi piacerebbe vedere da una parte Daniel Bryan con tutta l’arena dalla sua parte, la storia dello sfigato, dell’underdog, dell’uomo qualunque che diventa mito ed eroe, contro un tizio che sembra essere nato per la gloria, il primo della classe che ti fa sembrare facili anche le cose impossibili, quello che lo sa di essere dannatamente bravo e che può essere sia arrogante che sportivamente competitivo, a seconda del suo umore”.