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Sereno e ottimista: le sensazioni di Conor O’Shea a pochi giorni dall’incontro del Sei Nazioni tra Italia e Francia

“Sono un grande fan di Guy Noves, dopo vent’anni a Tolosa con grandi risultati ha riportato la Francia a giocare nel modo che è tipico di questa Nazionale, offrendo un rugby meraviglioso. Hanno ottimi giocatori come Spedding, Nakaitaci e Vakatawa, non vedo l’ora che sia sabato per la nostra partita contro di loro”. 

LaPresse/Alfredo Falcone
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Il CT azzurro Conor O’Shea è come sempre sorridente e positivo nella conferenza stampa del martedì, annunciando la formazione dell’Italia per la quarta giornata dell’RBS 6 Nazioni 2017: “Due settimane fa contro l’Inghilterra nessuno ci dava mezza possibilità, ma a dodici minuti dal termine eravamo sul 17-15, in piena partita: abbiamo una lunga strada davanti a noi, siamo qui per percorrerla. La Francia, come ho detto, ha ottimi giocatori. Li abbiamo anche noi: eravamo in vantaggio con Galles ed Inghilterra a metà partita, ora voglio una squadra che si attenga al piano di gioco per tutti gli ottanta minuti per avere l’opportunità di portare a casa questo incontro”.

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Gega ha avuto un irrigidimento dei muscoli del collo, nulla di grave ma non potrà essere in campo per questa partita – ha detto O’Shea spiegando i vari cambi alla formazione – mentre non ritengo rischioso non avere un’apertura di ruolo in panchina come sostituto per Canna: Padovani e McLean conoscono molto bene il nostro piano di gioco e possono giocare dieci in caso di necessità. Non vedo rischi in tal senso”.

La scelta di non cambiare molto nella formazione titolare in questo 6 Nazioni – ha spiegato il CT – è sicuramente difficile per chi non ha ancora avuto la possibilità di entrare in campo, ma in questo momento abbiamo bisogno di aumentare la nostra solidità. La coesione è una cosa molto importante: l’infortunio di Minto dopo il Sudafrica è stato un’opportunità per Steyn, che da allora è stato eccezionale. Sappiamo che la profondità della nostra rosa è importante è importante: ma oggi dobbiamo costruire la solidità della nostra squadra”.

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Abbiamo un grande gruppo, con la voglia di cambiare il rugby italiano. Questo è il nostro obiettivo, sappiamo che è duro ma ci riusciremo. Negli anni a venire, se manterremo questa unità, con le modifiche al sistema e maggiore esperienza la nostra fiducia nei nostri mezzi non potrà che aumentare. Sappiamo che avremo momenti belli e momenti difficili, è una sfida fantastica

Sperandio – ha proseguito il CT parlando del giovane trequarti ala della Benetton, che partirà dalla panchina a caccia del suo primo cap – ha una grande opportunità, l’ho visto l’anno scorso con l’Under 20 e avrebbe potuto essere parte della squadra già da inizio Torneo. Con Kieran Crowley abbiamo deciso di fargli fare più esperineza con Treviso, è un giovane con grande potenziale”.

Infine, O’Shea ha risposto a chi chiedeva lumi sulla posizione di Brendan Venter, il consulente azzurro della difesa indicato da molti come nuovo, possibile assistente allenatore del Sudafrica: “Brendan è un amico ed è qui come consulente, non come allenatore a tempo pieno. Sono soddisfatto di come stiamo lavorando insieme e sarà con noi sino alla Rugby World Cup del 2019 in Giappone”.

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