Jorge Lorenzo e il paragone tra Yamaha e Ducati: il maiorchino continua ad “attaccare” il suo ex team

Il conto alla rovescia per il Gp del Qatar sta ormai per terminare. Con l’arrivo della primavera inizia finalmente anche la nuova stagione di MotoGp.

LaPresse/XinHua
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Si parte domani con la conferenza stampa dei piloti, mentre da giovedì i piloti sfrecceranno sul circuito di Losail per le prove libere, le qualifiche e infine la gara. Sicuramente emozionatissimo e desideroso di vedere cosa può fare in sella alla sua nuova moto Jorge Lorenzo che sicuramente dai test di Valencia a quelli del Qatar è riuscito a migliorare ma non ha ancora ottenuto il feeling perfetto: “a Valencia c’erano tante cose diverse che mi hanno aiutato, prima di tutto le alette. Avevo appena vinto l’ultima gara della stagione sulla Yamaha. Ero in buona forma, mi sentivo bene con le gomme morbide Michelin e il layout della pista non è troppo esigente in frenata. Tutto andò per il meglio.

LaPesse / xinhua
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Tuttavia, ho faticato molto a Sepang, in particolare nel primo giorno in pista, che è stato uno shock. Poi ho capito che devo guidare la Ducati in maniera diversa rispetto alla M1, un qualcosa che non mi aspettavo. In Australia, due o tre settimane più tardi, sono tornato a guidare con lo stile Yamaha, ma tutti i piloti Ducati hanno faticato a Phillip Island. In Qatar invece è andata molto meglio, ma è una pista buona per noi“, ha raccontato il maiorchino in una lunga intervista a Motorsport.com.

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Non mi aspettavo che ci volesse così tanto tempo per adattarmi alla Ducati. Pensavo che il mio stile di aprire il gas in maniera dolce e fluida mentre freno avrebbe fatto il suo lavoro. Pensavo che avrei perso un po’ di velocità in percorrenza di curva, ma che l’avrei recuperata sul rettilineo. In realtà è tutto diverso in ogni senso. In frenata, in curva e nel modo di uscire dalle curve. Stiamo anche cambiando la mia posizione sulla moto, perché non mi sento ancora a mio agio con l’ergonomia. I pulsanti sul manubrio, per esempio, sono molto diversi e devo ancora abituarmi. Si sta rivelando un processo più lungo del previsto, ma migliorerò sicuramente“, ha ammesso ancora il ducatista.

jorge lorenzo1Inevitabile un paragone tra Yamah e Ducati: “pur avendo caldo sangue italiano, Gigi (Dall’Igna, il direttore tecnico) è freddo, perfezionista ed ha un metodo. E’ un mix tra un tedesco, un giapponese ed un italiano. Ha un buon metodo di lavoro e penso che la Ducati sia cambiata molto dopo il suo arrivo. La differenza principale con la Yamaha è che Gigi è ad un altro livello rispetto al resto degli ingegneri, ma non lo si percepisce perché è completamente integrato nel gruppo. Quando il pilota arriva al box, lui e gli altri sono in ginocchio per ascoltarlo. In Yamaha gli ingegneri con le cariche più alte non hanno troppo contatto con il lavoro nel garage. Dall’Igna instaura rapporti più stretti e questo permette di risolvere i problemi molto rapidamente“.

Jorge LorenzoHo sempre visto il box di Marquez pieno di ingegneri, questo è qualcosa che avrei voluto cambiare in Yamaha. Avevo chiesto di fare lo stesso, ma non è mai successo. In Ducati mi trattano con una sorta di ammirazione, in Yamaha mi sentivo come qualsiasi altro dipendente. In Ducati mi rispettano e mi ammirano molto. Sanno di avermi ingaggiato per sviluppare una moto migliore e fare un passo avanti in termini di performance“, ha aggiunto ancora Lorenzo.

jorge lorenzoLa Ducati mi ha assunto per vincere il titolo, ma senza dire quando. Molti pensavano che sarebbe stata solo questione di salire in moto e di vincere, ma è molto più complesso di così. Si può vincere in Qatar, ottenere un buon risultato in Argentina e ritrovarsi con la possibilità di lottare per il campionato. Ma in questo momento, senza alette e con Marquez e Vinales così forti, non sarà facile come alcuni pensavano che sarebbe stato. Abbiamo bisogno di migliorare la moto più di quanto ci aspettassimo“, ha puntualizzato ancora Lorenzo prima di aprire una piccola parentesi sul connazionale che ha preso il suo posto in Yamaha e le sue ottime prestazioni durante i test invernali: “non dobbiamo dimenticare che Vinales lottava per la vittoria con Marquez quando erano solo bambini. Marc aveva uno o due anni in più e forse per lui era più facile perché aveva il supporto della Honda e della Repsol.

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L’evoluzione di Vinales è stata leggermente più lenta, ma non dobbiamo dimenticare che è arrivato in MotoGP su una Suzuki. Non è la stessa cosa che esordire sulla moto migliore in griglia, come era la Honda nel 2013. Tuttavia, in termini di talento puro, Marc e Maverick sono su un livello molto simile. Sono entrambi due piloti aggressivi, con stili diversi, ma in termini di talento, velocità e motivazione, credo che stiamo dando il benvenuto ad un altro Marquez. Non è solo una sensazione personale, la pensano così tante altre persone“.

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