LaPresse/ Fabio Ferrari

Gian Piero Ventura durante l’amichevole di ieri sera tra Italia e Olanda ha dato il via libera a diversi giovani che sono stati protagonisti di grandi prestazioni

LaPresse/ Fabio Ferrari
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La Giovane Italia di Gian Piero Ventura inizia a dare i primi segnali concreti, tanti, infatti, i debuttanti azzurri nella gara contro l’Olanda vinta per 2-1. Spicca su tutte la partenza dal primo minuto del portiere Gigio Donnarumma, che a 18 anni, un mese e 5 giorni diventa ufficialmente il più precoce a debuttare da titolare in Nazionale nel suo ruolo. Il ragazzo si è conquistato questo spazio grazie alle sue grandissime prodezze, che spesso hanno salvato il Milan e hanno permesso alla squadra di Montella di accumulare diversi punti.

Altri 3 protagonisti vengono dall’Atalanta, squadra che aveva iniziato questa stagione con l’obiettivo di riuscire a salvarsi senza andare incontro a delle difficoltà, ma che adesso si è ritrovata a giocarsi un posto in Europa con le prime, grazie anche al contributo di Petagna, Spinazzola e Gagliardini, che hanno concluso il match di ieri sera in campo tutti insieme. A guadagnarsi uno spazio importante è stato anche  Verdi del Bologna, che con 5 gol e 3 assist, uniti al grande momento di forma, hanno permesso l’ingresso al posto di Verratti. Infine è toccato anche a D’Ambrosio, che a 28 anni non sarà certamente un ragazzino, ma sicuramente le sue ultime prestazioni con la maglia dell’Inter sono state prese in considerazione da Ventura.

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Ieri sera per Ventura è stata una grande occasione per poter testare questi giovani, con moduli diversi e con idee diverse, in modo da poter confrontare le alternative tecniche e tattiche. Chiaramente lo schema di base di questa Nazionale è quello composto da un attacco a 3, con gli esterni che sulla fascia permettono inserimenti e una velocità d’azione diversa, rispetto a quest’ultima uscita con 2 attaccanti, dove anche se l’Italia è stata protagonista di una grande vittoria, ma ha avuto sicuramente un’impostazione più lenta della manovra rispetto al match con la Russia, dove Candreva e Insigne spingevano avanti e indietro, trovando grandi spazi.