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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Lance Stroll rispedisce al mittente le critiche e svela di ispirarsi a Michael Schumacher

Non è iniziata nel migliore dei modi l’avventura di Lance Stroll al volante della Williams, un avvio caratterizzato dall’incidente che lo ha visto coinvolto nel primo test di Barcellona e che ha costretto la scuderia di Grove a concludere anzitempo i lavori. Sul pilota canadese, allora, hanno iniziato a piovere critiche e sfottò, legati alla discendenza di Lance, figlio del milionario Lawrence che lo avrebbe aiutato ad arrivare nella massima serie automobilistica.

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Commenti che non scalfiscono l’autostima di Stroll, come sottolinea lo stesso driver della Williams: “non leggo i commenti offensivi nei miei confronti – commenta Stroll nel corso di un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport ho cose più importanti a cui pensare. È divertente che la gente da casa, senza sapere ciò che succede davvero, si metta a giudicarmi e fare ironia. Che si divertano. Negli anni ho imparato che se arrivi al massimo livello nello sport, ci sarà sempre chi ti prenderà di mira e attaccherà. Ma lo insegnano i grandi atleti, gli errori possono capitare, fa parte del gioco. Nel mio caso, li ho già buttati alle spalle. Sono un debuttante, mi manca esperienza, ma non sarei qui se non mi sentissi pronto per la F.1. Né la Williams mi avrebbe preso. Il primo giorno sono stato sfortunato, uscendo di pista si è danneggiata l’ala anteriore e non avevamo ricambi. Ma il secondo ho fatto 98 giri, con un buon passo e una buona prestazione veloce, perciò ci sono anche segnali positivi. Guardo a Melbourne con fiducia ed emozione”.

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Molti credono che Stroll sia arrivato in Formula 1 grazie ai milioni del padre, ma Lance non ci sta: “sono solo speculazioni legate al fatto che mio padre è ricco. Ho vinto tutti i campionati che dovevo vincere (è campione europeo di F.3; n.d.r.) e mi sono guadagnato il diritto di gareggiare in F.1. Verstappen? Lo rispetto molto, ha fatto già grandi cose. Ma non voglio imitare gli altri. Sono contento di me stesso. Il mio eroe è sempre stato Michael Schumacher, vero campione dentro e fuori dalla pista. L’ho incontrato al GP del Canada, devo anche avergli chiesto l’autografo. E alla Prema, ho conosciuto il figlio Mick”.

strollNel passato di Stroll c’è anche l’esperienza alla Ferrari Academy, abbandonato per correre subito in Formula 1: “ho avuto l’opportunità di correre con la Williams e non potevo farmela scappare. L’Academy mi ha aiutato tanto nella crescita come pilota ed è stato bello fare parte della famiglia Ferrari. Ma era stabilito che, se nel 2016 fossi andato forte in F.3, avrei avuto questa opportunità alla Williams. Non avrei potuto chiedere di meglio per cominciare“.