LaPresse/Gerardo Cafaro

Primo tempo sonnolento al San Paolo, nella ripresa Mertens si sveglia e propizia i due gol di Zielinski e Giaccherini

Il Genoa tiene per un tempo, poi si accende Mertens e il Napoli sbriga la pratica con l’uno-due firmato Zielinski-Giaccherini meritandosi un avvicinamento piuttosto sereno alla supersfida di Champions League contro il Real Madrid di mercoledi’.

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Tolta la prima parte – in cui il Napoli sembra con la testa al Bernabeu e il Genoa fa un figurone, tenendo ritmi altissimi e limitando al massimo il possesso palla della squadra di Sarri, priva degli squalificati Callejon e Hysaj – Hamsik e compagni iniziano a fiutare la preda, spaventandola nel finale di tempo e azzannandola in avvio di ripresa, in coincidenza con venti minuti di show di Mertens. Il belga non segna, ma innesca la rete di Zielinski con la complicita’ di Hiljemark, impegna a piu’ riprese Lamanna e inventa l’assist per Giaccherini. E’ stato proprio l’ex Juve e Bologna, e non Pavoletti, a completare il tridente con Mertens e Insigne, mentre Maggio sostituisce Hysaj.

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Con Rigoni e Palladino alle spalle di Simeone e marcature a uomo in ogni zona del campo, Juric riesce per 25′ a inaridire le fonti di gioco partenopee, tentando anche qualche sortita offensiva (Simeone viene rimontato da Koulibaly); poi il Genoa inizia a perdere i pezzi (Gentiletti e Veloso vanno ko per infortunio), mentre il Napoli comincia a carburare e l’inerzia del match si modifica inesorabilmente. La prima parata di Lamanna arriva attorno alla mezz’ora su un corner al veleno di Ghoulam, poi l’algerino pesca Koulibaly per il primo sussulto del San Paolo (33′). Il segnale definitivo che la partita ha cambiato padrone sta nel gran destro di Insigne deviato in angolo da Lamanna.

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Prima dell’intervallo Burdisso e’ decisivo sull’inserimento di Zielinski, mentre Insigne arriva lungo su un suggerimento di Diawara e allora il Genoa passa indenne i primi 45′ anche perche’ il destro di Giaccherini e’ troppo lento e centrale. Durera’ altri cinque minuti la resistenza rossoblu’. Perche’ al rientro dagli spogliatoi Mertens si accende con un dribbling ubriacante su Munoz e Lazovic, Hiljemark serve un assist involontario a Zielinski e il polacco col mancino non lascia scampo a Lamanna, portando avanti il Napoli grazie alla terza rete personale. Il Napoli adesso ha un’altra velocita’, spinto dall’urlo del San Paolo: Mertens spara, Lamanna c’e’, poi Diawara non trova l’angolino. Quindi il portiere rossoblu’ e’ attento su Insigne. Juric ha un solo cambio a disposizione e se lo gioca prima dell’ora di gioco: Taarabt per Palladino.

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Contro questo Napoli pero’ c’e’ poco da fare: Mertens semina Burdisso e serve a Giaccherini un pallone impossibile da sbagliare. Un guizzo del Genoa al 70′, quando Burdisso di testa impegna Reina. Lo spagnolo rinvia subito lungo per Insigne, controllo perfetto, sinistro decisamente meno. Comunque applausi. Che diventano scroscianti quando Sarri inizia a pensare al Bernabeu togliendo Giaccherini, Hamsik e Mertens per Rog (subito pericoloso), Allan e Pavoletti. I minuti finali vedono il riflesso di Lamanna su Ghoulam ma soprattutto danno il via al countdown per Madrid, la ‘sfida infernale’ come e’ stata ribattezzata da De Laurentiis. A proposito di inferi, il Genoa continua la sua preoccupante discesa nonostante qualche segnale incoraggiante: due punti nelle ultime 9 partite, dove sono state sette le sconfitte. Juric deve invertire la tendenza alla svelta per evitare problemi inattesi. (ITALPRESS)