L’emozionante avventura di Sam Smoothy e Victor & Xavier De Le Rue a Vanuatu raccontata in un nuovo film

Vanuatu_1I freerider del team The North Face Sam Smoothy, Victor De Le Rue e Xavier De Le Rue hanno portato gli sport sulla neve ad un nuovo livello nel corso della loro spedizione nell’arcipelago di Vanuatu, nell’Oceano Pacifico meridionale, per mettersi alla prova nella discesa del Monte Yasur, un vulcano ancora attivo. I membri del trio, la cui avventura è raccontata nel film Sliding Fire, hanno dovuto farsi strada lungo la facciata ricoperta di cenere e hanno dovuto affrontare numerosi rischi lungo il percorso verso la base del vulcano, evitando di essere colpiti dalle pietre laviche scagliate in aria dal vulcano o di essere inghiottiti da tempeste di terra.

Vanuatu_3Sam Smoothy commenta così questa adrenalinica esperienza: “per me è stato così surreale, come se non dovessi fare ciò che in effetti stavo facendo, era la tipica situazione in cui ti senti davvero un pesce fuor d’acqua. Gli sci non scendono allo stesso modo lungo tutto il percorso, per cui ti trovi costantemente in tensione nel tentativo di governarli al meglio. Va considerato anche l’aspetto mentale di questo tipo di esperienza: sentire il vulcano che prende vita proprio mentre sei vicino alla cima, sentire il terreno che trema mentre guardi la tempesta di cenere e rocce che comincia a cadere frustata dal vento, cercare di evitare di essere colpito dai frammenti di pietra… in un certo senso la situazione ha un che di biblico”.

Vanuatu_4Gli atleti hanno soggiornato con gli abitanti dell’isola che ospita il vulcano, esplorando le foreste e le spiagge quando non erano impegnati a sciare o a fare snowboard sulle facciate del vulcano ricoperte di cenere. Il viaggio è stato documentato da una troupe cinematografica e le riprese hanno richiesto messo a dura prova l’equipaggiamento, che ha subito seri danni come spiega Sam: “i miei sci erano completamente rovinati, polverizzati sino al nucleo, i droni sono usciti malconci dal tentativo di volare attraverso le nuvole di cenere e le videocamere se la sono vista davvero brutta. Le lenti si sono graffiate, tutte le ghiere di messa a fuoco potevano a malapena ruotare, sono state messe a dura prova dalla sabbia e dalla cenere e hanno dovuto poi essere pulite accuratamente per liberarle dai residui.”