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Maurizio Zamparini dice addio al Palermo e lascia la presidenza della squadra siciliana

Maurizio Zamparini lascia la presidenza del Palermo. Una notizia che se solo qualche stagione fa avrebbe lasciato nella disperazione i sostenitori rosanero, oggi viene accolta con soddisfazione da una citta’ intera. Ed e’ un vero peccato che il rapporto si chiuda in questo modo perche’ l’era Zamparini resta sicuramente la migliore vissuta fino a questo momento da un club che ha una storia lunga 117 anni e che proprio oggi festeggia il 110° compleanno dei propri colori.

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto
LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Dopo le tante voci degli ultimi anni che hanno visto Zamparini parlare di arabi, cinesi e americani questa volta il passaggio di mano sembra essersi concretizzato, anche se non si conoscono ancora i nomi dei nuovi investitori del Palermo. “Entro quindici giorni verra’ nominato il nuovo Presidente, che verra’ presentato a Palermo in conferenza stampa – si legge nella nota di Zamparini – Il nuovo Presidente e’ membro e rappresentante di un fondo anglo-americano, che si e’ contrattualmente impegnato ad investire nei progetti del Gruppo Zamparini con priorita’ iniziale negli investimenti del Palermo Calcio e negli impianti sportivi da realizzare a Palermo, ovvero lo stadio ed il centro sportivo. Obiettivo degli investitori sara’ riportare il club nella posizione che la citta’ merita, quella Europea, con un programma di 3-5 anni“.

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Zamparini ha sottolineato che non ricoprira’ il ruolo di presidente onorario. Un passaggio di consegne che doveva avvenire un po’ prima, magari dopo la finale di Coppa Italia persa dal Palermo il 29 maggio 2011 contro l’Inter (3-1) a Roma davanti a 40 mila sostenitori provenienti dal capoluogo siciliano.

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Da quel momento, infatti, e’ cominciata la parabola discendente con sempre meno investimenti da parte del patron, la retrocessione in serie B e l’amarezza solo in parte mitigata dall’immediato ritorno in A. La storia tra Maurizio Zamparini e il Palermo e’ cominciata il 21 luglio del 2002 quando il club fu rilevato da Franco Sensi e in una maniera sicuramente singolare con il trasferimento di giocatori e allenatore (Ezio Glerean) dal ritiro del Venezia a quello rosanero. Al termine di quella stagione il Palermo ha chiuso al quinto posto il campionato cadetto, ma l’appuntamento con la promozione, attesa 31 anni, e’ stato rinviato di un solo anno quando la squadra guidata da Francesco Guidolin ha concluso il torneo al primo posto. L’ascesa era appena cominciata perche’ al primo anno di serie A il Palermo ha raggiunto per la prima volta nella sua storia la qualificazione in Coppa Uefa, obiettivo ripetuto anche nelle due stagioni successive in cui la squadra ha chiuso rispettivamente al 6° e due volte al 5° posto nel massimo campionato.

LaPresse/Davide Anastasi
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Nella stagione 2007-2008 undicesimo posto finale ed eliminazione al primo turno di Coppa Uefa e nella stagione successiva ottavo posto finale. Sotto la guida di Delio Rossi nella stagione 2009-2010 il Palermo e’ tornato a centrare l’obiettivo europeo, battendo diversi record e mancando la qualificazione alla Champions League per soli due punti di distacco dal quarto posto occupato dalla Sampdoria. Nella stagione a seguire i rosanero hanno centrato la terza finale di Coppa Italia della storia, perdendo come nelle due precedenti occasioni. L’ultima apparizione europea, la quinta, nella stagione 2011-2012 con l’eliminazione al terzo turno preliminare di Europa League. Al termine della stagione 2012-2013 il Palermo e’ retrocesso in Serie B dopo 9 anni, tornando tuttavia l’anno successivo in A al termine di un campionato da record e chiuso al primo posto con Beppe Iachini in panchina. Quindi undicesimo piazzamento finale in serie A e storia recente la miracolosa salvezza della passata stagione raggiunta all’ultima giornata. Quindici anni di Zamparini in cui da Palermo sono passati fior di giocatori come Luca Toni, Eugenio Corini, Andrea Barzagli, Fabio Grosso, Edinson Cavani, Javier Pastore, Paulo Dybala e Franco Vazquez, tanto per citare i piu’ rappresentativi. Il resto e’ storia di infiniti cambi di panchina, destabilizzazioni continue e mancanza di un vero e proprio progetto. (ITALPRESS)