Vista la febbre da Oscar che ha contagiato un po’ tutti, noi di Sportfair abbiamo provato ad immaginare come sarebbero stati gli Oscar 2017 per lo Sport Mondiale: a chi saranno andate le famose statuette?

LaPresse/Reuters
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Ieri notte l’America e il mondo intero, fuso orario permettendo, sono rimasti incollati davanti alla tv per assistere all’attesissima Cerimonia degli Oscar 2017, la magica notte in cui il lavoro, i sogni e le speranze delle star del cinema si bagnano di lacrime di gioia o… delusione. Il favoritissimo La La Land ha fatto incetta di premi, vedendosi però sfuggire, in maniera rocambolesca anche, la statuetta come miglior film dai rivali di Moonlight.

LaPresse/Fabio Cimaglia
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Vista la ‘cinemania’ che nel weekend ha colpito un po’ tutti, anche noi di SportFair abbiamo provato ad assegnare le famose statuette ai protagonisti dello Sport mondiale. Nonostante diverse polemiche di natura politica, qualche concilio riestretto del Movimento 5 Stelle, un ritardo all’incotro decisivo e un mal di pancia qui e là con annesso controllo ospedaliero d’urgenza, siamo riusciti a convincere Virginia Raggi ad ospitare la Cerimonia a Roma. Per fortuna niente ‘Oscar del Mattone’, la location, lo splendido ‘Teatro dell’Opera di Roma‘, era già costruita da qualche secolo.

LaPresse/Matteo Rasero
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Superati i primi problemi iniziali, abbiamo scelto due presentatori d’eccezione, made in Italy. Per quanto riguarda la figura femminile, ci sembrava doveroso chiamare l’icona del giornalismo sportivo italiano al femminile, Diletta Leotta, alla quale abbiamo promesso un momento personale nel quale discutere con la platea di cyber bullismo e discriminazione; chi invece ha accettato senza alcuna richiesta di sorta, è stato ‘Mr Enjoy’ Gianluca Vacchi (scelto dal web attraverso un autorevole sondaggio Twitter…) decisivo nel rendere la serata più ‘Enjoyable‘ grazie al suoo look stravagante e ai suoi famosi balletti.

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Con la strana coppia ad aprire la serata, passato il monologo sul Bullismo della Leotta, con la platea più interessata alla scollatura e allo spacco del vestito (poverina, #JesuisDiletta), si è passati all’assegnazione degli Oscar. Il premio come Miglior Film è andato a “Warriors bealw a 3-1 lead: la storia dei Cavs“, la famosa impresa targata Tyronn Lue, che ha visto LeBron James e agli altri attori del cast impegnati in un film che racconta della strepitosa, quanto insperata rimonta nelle Finals NBA contro i fortissimi Warriors in vantaggio 3-1.

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La miglior regia è andata a sorpresa al film “Uniti per la Coppa: il sogno di Cristiano“, del regista portoghese Fernando Manuel Fernandes da Costa Santos meglio conosciuto come Fernando Santos, aka l’allentore del Portogallo di Euro2016. Spesso nascosto all’ombra della superstar protagonista Cristiano Ronaldo, è stato invece lui il vero artefice del capolavoro dei lusitani in Francia la scorsa estate, partiti da underdog e tornati in patria con la Coppa in mano.

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Niente discorso di ringraziamento, e per fortuna nessun urlo assatanato, per la premiazione di Miglior attore protagonista: Cristiano Ronaldo è rimasto a mani vuote, il premio è andato a Nico Rosberg. Il pilota tedesco protagonista di “F1-2016, paura e delirio ad Abu Dhabi”, ha emozionato tutti con il suo duello contro l’altro attore, per una volta non protagonista, Lewis Hamilton, arrivando nel finale a vincere e ritirarsi in grande stile prima dei titoli di coda.

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Fra le donzelle, la Miglior attrice protagonista è stata senza ombra di dubbio Simone Biles, la ginnasta tascabile made in USA che di ‘oro’ se ne intende, vista la sua interpretazione in “Un’ estate, dorata, a Rio“, la storia di una giovane atleta che alla sua prima Olimpiade porta a casa 4 medaglie (squadra, individuale, volteggio e corpo libero). La Biles, in quanto protagonista afroamericana non ha perso l’occasione di lanciarsi in un discorso politico contro le ultime prese di posizione del Presidente Trump, al quale ha fatto seguito qualche ‘boo’ dalla platea, da parte un signore in maglia verde, un certo “Matteo Salvenee“, allontano successivamente dalla sicurezza.

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Passato il momento di trambusto, è stata la volta della Miglior sceneggiatura non orginale che premiato il tennista scozzese Andy Murray. Il regista di “Game of Ranking“, al suo primo oscar, per la straordinaria storia di un atleta sempre all’ombra di vari campioni (da sottolineare l’interpretazione di Roger Federer e Rafa Nadal), che alla fine di una fantastica cavalcata riesce a sedersi sul trono del Ranking ATP spodestando il tiranno Novak Djokovic.

Foto LaPresse - Marco Alpozzi
Foto LaPresse – Marco Alpozzi

La statutetta per la Miglior sceneggiatura non originale va invece alla Juventus. Il film “Serie A Wars: la Vecchia Signora colpisce ancora”, l’ennesimo capitolo di una serie ormai vincente targata Massimiliano Allegri, è valsa un altra statuetta a Gigi Buffon e gli altri ragazzi del cast. Nell’ultimo capitolo la Juventus ha duellato per l’intero film contro i rivali Napoli e Roma, finendo per trionfare e portare al ‘lato (bianco) oscuro della forza‘ El Pipita Higuain.

LaPresse/PA
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Lasciate le atmosfere fantascientifiche, fra un balletto e l’altro di Mr Enjoy a distendere l’atmosfera solenne della serata, è stata la volta del Miglior film d’animazione, vinta dalla favola ‘Foxes, the dreams come true” che ha appassionato grandi e piccini. Il film della casa di produzione Leicester, racconta la storia di un gruppo di Volpi, le ‘Foxes’, abili nel farsi largo fra le varie bestie feroci della ‘Foresta Premier’ fino ad arrivare al lieto fine. Fa discutere la scelta del Leicester di produrre un sequel dai tratti horror, coincisa con la scelta di cambiare il regista che non sarà più Claudio Ranieri.

marc marquezIl Miglior film in lingua straniera parla spagnolo. Accolto da qualche mugugno dalla platea, il vincitore è stato il regista spagnolo Marc Márquez Alentà, autore di ‘Tsunami attack: Honda d’urto a Motegi”, il film apocalittico sulla ‘marea orange’ che ha travolto il Giappone dopo la vittoria del GP di Motegi, rendendo vano il sacrificio del protagonista ‘The Doctor’.

AbacaPress/LaPresse
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Nel finale si è passati poi ad un’atmosfera più soft, ad iniziare dalla Miglior Scenografia vinta da “Il Quarterback degli anelli”, con il protagonista Tom Brady (5 anelli per lui) a ritirare la statuetta. Apprezzata particolarmente dalla critica la scenografia dell’atto finale, il “SuperBowl” che ha potuto contare sul lavoro scenografico e musicale di Lady Gaga.

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Il premio per i Migliori Costumi è andato a Bebe Vio, nel documentario autobiografico “Bebe, la forza in punta di spada” che racconta la splendida annata dell’atleta paralimpica azzurra, dalla vittoria di Rio2016, al premio come ‘Sportivo disabile dell’anno’ ai Laureus Sports Awards fino alla presenza alla ‘Casa Bianca‘ come ospite di Barack Obama. Il tutto accompagnato sempre da vestiti impeccabili, firmati da grandi stilisti come Armani (Laureus Sport Awards).

LaPresse/Belen Sivori
LaPresse/Belen Sivori

Per ultimo ma non meno importante, il premio per i Migliori effetti speciali è andato all’Astana Cygling Team per il film “Un sogno in rosa: Corsa per la vittoria“, la fantastica storia del ciclista Vincenzo Nibali che, dopo una serie di spettacolari colpi di scena, è riuscito a vincere davanti al proprio pubblico il ‘Giro d’Italia’, trionfando in un’emozionante penultima tappa contro Kruijswijk.

Ecco il riepilogo:

Oscar 2017 – Miglior film Cleveland Cavaliers

Oscar 2017 – Miglior regia Fernando Santos

Oscar 2017 – Miglior attore protagonista Nico Rosberg

Oscar 2017 – Miglior attrice protagonista  Simone Biles

Oscar 2017 – Miglior sceneggiatura originale Murray

Oscar 2017 – Miglior sceneggiatura non originale Juventus

Oscar 2017 – Miglior film d’animazione Leicester

Oscar 2017 – Miglior film in lingua straniera Marc Marquez

Oscar 2017 – Miglior scenografia Super Bowl

Oscar 2017 – Migliori costumi: Bebe Vio

Oscar 2017 – Migliori effetti speciali: Vincenzo Nibali