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Nel giorno della sfida di Champions League al Real Madrid, l’attaccante del Napoli Insigne apre l’album dei ricordi

LaPresse/Gerardo Cafaro
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Napoli, scugnizzo Insigne –Dove sono nato e cresciuto mi ricordano come un rompiscatole? Perché c’era un muro gigantesco e passavo il giorno a palleggiare contro la parete, dalle 7 del mattino fino a quando mia madre mi chiamava. Si lamentavano tutti del rumore, però a qualcosa mi è servito, direi… E’ lì che ho cominciato. Giocavo per la strada, finché il padre di un amico che stava mettendo su una scuola calcio venne nel quartiere e ci chiese di iscriverci. Lo fece mio fratello, di tre anni più grande. Un giorno andai a vederlo e dissi che pure io volevo giocare. Mi dissero di no, ero troppo bassino. ‘Come? Io voglio giocare’. Scesi in campo e non ne uscii più. Ho imparato a non arrendermi mai, e a trasmettere tutta la grinta e la felicità che sento quando scendo in campo”. A cuore aperto, firmato Lorenzo Insigne. Nel giorno della sfida al Real Madrid, l’attaccante del Napoli si racconta a ‘La Repubblica’.

LaPresse/Massimo Paolone
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Napoli, scugnizzo Insigne –Con Zeman mi divertivo… Con lui esisteva solo la fase offensiva: ‘Preoccupati di attaccare’, mi ripeteva. Mi ha insegnato a vivere lontano da casa. Quando andai con lui al Foggia era la prima volta: all’inizio mi pesava, di sera soffrivo. Quelli che non conoscono Zeman dicono che non ride mai: tutto il contrario, scherzava sempre. Se sono arrivato fino a qui è per la fiducia che mi ha dato. Mi diceva di giocare come se fossi in strada e di divertirmi. È quello che ci dice Sarri, perché se non ti diverti, mentalmente è sfiancante”, le parole di Insigne. Attaccante del Napoli che poi svela: “i difensori che mi hanno dato più calci sono due: Chiellini e Barzagli, ma è il loro lavoro”.