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Livio Suppo tra novità e lavoro: ecco cosa pensa il team principal della Honda che lancia una frecciatina alla Yamaha…

E’ tutto pronto per una nuova sessione di test invernali. Quasi tutti i piloti sono sbarcati in Australia dove dal 15 al 17 febbraio proveranno ancora una volta le loro moto, sul circuito di Phillip Island, per raccogliere ancora dati utili per migliorarle e renderle perfette in vista dell’esordio stagionale previsto per il 26 marzo in Qatar.

livio suppoA Sepang la Honda è riuscita a trovare il sorriso solo nell’ultima giornata, ma l’atmosfera all’interno del team è rilassata e positiva. “Marc e Dani sono più felici con la moto rispetto allo scorso anno. Ancora non al 100%, abbiamo ancora bisogno di lavorare, ma penso che si parte da una piattaforma migliore rispetto allo scorso anno”, ha dichiarato Livio Suppo a Crash.net.

Il talento di Marc è incredibile e la scorsa stagione ha dimostrato di essere cresciuto molto come pilota. In termini di strategia, ha capito che per vincere il titolo non è necessario vincere ogni gara, ma ottenere il meglio da ogni gara”, ha aggiunto il team principal Honda che poi spiega su cosa si dovranno concentrare i lavori del team nei prossimi test: “abbiamo bisogno di regolare meglio l’elettronica con questa nuova configurazione del motore. Il nuovo software unico Magneti Marelli è, diciamo, più un ‘europeo del software’. Così la filosofia è molto diversa da quella che Honda ha usato prima”.

LaPresse/Simone Rosa
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Suppo poi si concentra sul tema alette e sulla novità portata dalla Yamaha a Sepang: “forse volevano avere il premio per essere stati i primi a introdurre qualcosa di diverso! Non sono un ingegnere, ma negli ultimi due anni c’è stato un sacco di attenzione per l’aerodinamica, molto più di prima. Non credo che le ali sulla Ducati erano il motivo per cui hanno vinto in Austria. Forse avevano un vantaggio su quel tipo di circuito, perché adatto alla loro moto, ma in altri circuiti è stato più difficile. La mia sensazione è che questo tipo di cose sono molto buone per parlare, perché sono visibili, ma l’influenza sulle prestazioni non è troppo importante”.