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Flavio Roda, presidente della Federazione italiana di sci, non nasconde la sua delusione al termine dei Mondiali di St. Moritz

Sono terminati i Mondiali di sci di St. Moritz. Una rassegna iridata deludente per l’Italia che porta a casa solo una medaglia, il bronzo di Sofia Goggia nel gigante femminile. Un bilancio quindi deludente per la spedizione italiana: “è bene chiarire subito che il Mondiale è andato male, i risultati sono negativi. Ma soprattutto non siamo quasi mai stati competitivi, e questo è il fatto più grave, soprattutto con gli atleti più esperti. Detto questo, questa stagione – lo dimostrano i dati – è la più positiva degli ultimi vent’anni in Coppa del mondo, e da qui dobbiamo ripartire in modo positivo. Avevamo il potenziale per fare quattro medaglie, ne abbiamo una sola“, queste le parole del Presidente Flavio Roda.

flavio-rodaNon si possono colpevolizzare i tecnici, anche se sicuramente è mancato qualcosa. Siamo arrivati al Mondiale con risultati importanti in tutte le discipline e certo le aspettative erano altre. Non credo che gli atleti abbiano disimparato a sciare negli ultimi giorni. Bisognerà capire cosa è mancato. Tutti, atleti, tecnici, hanno cercato di lavorare in funzione di questo Mondiale, facendo lavoro mirato, con pochi atleti per volta. Il lavoro è stato fatto bene, non c’è dubbio. Dobbiamo però capire come mai non siamo bravi in questo tipo di appuntamenti“.

Si è parlato dell’assenza dello psicologo, ma la stessa Commissione medica e lo psicologo Vercelli hanno chiarito che il lavoro si fa prima dell’evento, che la presenza al Mondiale non era necessaria“.

Per quanto riguarda la preparazione atletica abbiamo fatto una scelta importante: c’è un responsabile della preparazione, che è Roberto Manzoni, ed è persona preparata ed ha inserito una serie di preparatori che lavorano con le diverse squadre in maniera coordinata. Nel futuro, molto lavoro sarà svolto nei Centri di preparazione del Coni, per ricevere anche il loro supporto“.

Il team privato non funziona, e non ci sarà. Però io penso che per il futuro si potranno inserire nelle squadre allenatori dedicati agli atleti più forti, quelli che fanno una preparazione differenziata e su più discipline, una sorta di tutor che serva da riferimento. Il sistema squadra però funziona e rimarrà“.

Per quello che riguarda le squadre, penso che le ragazze ci abbiano provato, sono state molto condizionate dalla prima gara andata male, altrimenti il Mondiale avrebbe preso una svolta diversa. Ci sono quattro-cinque ragazze molto brave in più discipline. Sui discesisti non ho dubbi, è stato fatto qualche errore, ma abbiamo atleti fortissimi. Per quello che riguarda lo slalom femminile porteremo qualche giovane in Sudamerica per cercare di far loro abbassare i punti e fare una preparazione mirata, ma sono ragazze che dobbiamo preparare per il futuro, non certo per il prossimo anno“.