Leonardo Aaujo Milan (Jonathan Moscrop)

Leonardo torna a parlare della sua avventura al Milan e svela particolari inediti sul suo addio ai colori rossoneri e sul rapporto con Berlusconi

Jonathan Moscrop
Jonathan Moscrop

Milan, verità scottanti Leonardo – A tutto Leonardo. Giocatore, dirigente e anche allenatore del Milan. 14 anni in rossonero, poi gli screzi con Berlusconi ed il passaggio all’Inter che ha fatto gridare al tradimento. A raccontare tutto è lo stesso Leonardo nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport: “la mia panchina rossonera è nata quasi per caso, o per intuizione di Galliani. Ero dirigente al Milan, dopo aver smesso di giocare e a un certo punto emerse il bisogno della società di cambiare. Galliani mi ha parlato più di una volta e io ho rifiutato più di una volta. Con il Milan abbiamo passato un ciclo di quattordici anni, ci sono stato come giocatore, come dirigente e dopo come allenatore quindi, ad un certo punto, ho considerato che i problemi emersi erano anche frutto di questo lungo tempo vissuto.

LaPresse/Reuters
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Milan, verità scottanti Leonardo – Poi i problemi con Silvio Berlusconi e l’addio al Milan, che Leonardo racconta così: “penso che fosse giusto finire perché si era creata una situazione interna difficile, in cui, specialmente il presidente Berlusconi, era arrivato forse al limite. Mi sembrava fosse una situazione difficile, per continuare. Ma forse ha pesato anche il mio costante bisogno di cambiare. Considero le interferenze, in una squadra di calcio, una cosa più che normale. Era una questione di modalità, non di interferenze. Non posso pensare che un presidente che investe i suoi soldi, che ha passione e competenza, non possa dire la sua o non possa scambiare con l’allenatore le sue idee. Non è un problema dire “Guarda che deve giocare Leo e l’amico di Leo”. Il problema per me è stata solo una questione di modalità, che penso debbano essere in un certo modo. Altrimenti diventa più difficile continuare. Inter? La prima cosa che ho fatto, quando Moratti mi ha chiamato, è stato avvertire Galliani, persona alla quale sono molto legato. Lavorare con lui è stata un’università del calcio, ho imparato tanto”.