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Intervenuto a ‘La politica nel pallone’ su Gr Parlamento, Luca di Montezemolo ha parlato di vari argomenti tra cui la Ferrari

Vedere uomini che hanno lavorato con me, Todt e Brawn, in queste posizioni significa che avevamo scelto bene. Sono dispiaciuto per come è uscito Ecclestone, ha avuto meriti straordinari per lo sviluppo della Formula 1 moderna“.

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Così l’ex presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, commentando a “La politica nel pallone”, su Gr Parlamento, le carriere in Formula 1 di due ex ferraristi doc come Jean Todt e Ross Brawn. “Aver chiamato Ross è un fatto positivo – spiega Montezemolo, riferendosi al ruolo di direttore generale di Liberty Mediatra due anni finiscono gli accordi tra squadre, come un regista che non ha più gli attori. Il momento è delicato in funzione della scadenza dei contratti“. Per Montezemolo, numero uno di Alitalia, Ecclestone è stato ‘allontanato’ dalla F1 in malo modo: “La torta più grossa l’aveva presa lui, ma ha sviluppato uno sport mondiale e c’è modo e modo di finire. Tutta la Formula 1 deve ringraziarlo, è stato un grande e con la Ferrari ha sempre avuto un occhio di riguardo, consapevole del ruolo che esercita la Ferrari nella Formula 1“.

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Nel frattempo, incombe la nuova stagione e la Rossa è pronta per il 2017: “sono giorni di grandi trepidazione e anche se non ne faccio più parte, la seguo sempre. Che faccia subito bei tempi è un fatto positivo, ma i veri valori si vedranno a Melbourne. E’ un anno importante, che segue una stagione di forti delusioni, in cui Mercedes e Red Bull sono finite davanti. Il cambio di regolamento offre uno spazio di sorpresa ed interpretazione, spero che la Ferrari l’abbia fatto in senso innovativo, così come sembra. Bisogna assolutamente provare a vincere il Mondiale, o altrimenti anche delle gare. 

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La scelta fatta è molto rischiosa, ma rappresenta una linea di condotta: costruire una squadra esclusivamente di tecnici italiani – prosegue sul tema Montezemolo – in F1 per vincere c’è bisogno della gente migliore e di finestre aperte sul nuovo: sarebbe bello vincere con tecnici e piloti italiani ma non sempre le eccellenze sono lì“. Capitolo piloti: “importante sarà la competitività della macchina. Un pilota come Vettel, arrivato per vincere, valuterà dopo 2-3 gare la competitività della Ferrari ed il tormentone sarà il suo futuro, visto che è in scadenza di contratto. A meno che non si chiuda il rinnovo in tempi brevi, che è sempre un bene per dare tranquillità alla squadra.

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Raikkonen? Non so Kimi che intenzione abbia, ma non può rappresentare futuro. Hamilton? E’ imprevedibile ed ha un contratto con la Mercedes. Rosberg? Lo capisco, lo stress è enorme e quando uno raggiunge il risultato di tutta la vita… Non se se la decisione sia definitiva, mi sembra un ragazzo molto ‘tedesco’, serio e determinato, ma può darsi che tra due anni decida di ritornare”. Montezemolo considera “assolutamente impossibile” un suo possibile ritorno alla Ferrari, “ma con la mia passione e curiosità sono sempre dentro alla Ferrari, e spero di rivederla vincere: fa parte del dna degli sportivi italiani. Vorrei rivederla come nel 2018 e nel 2012. C’è già un fatto positivo: c’è silenzio, si sono messi da parte proclami e critiche di troppo“.

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Detto di non avere notizie sulle condizioni di Schumacher (“Penso spesso a lui e spero che lotti. Sono vicino a lui e alla sua famiglia, so cosa ha rappresentato per noi e cosa rappresenta ancora una persona come lui“), in occasione dei 70 anni del Cavallino Montezemolo augura alla Ferrari “di continuare così, di guardare ai mercati e al mondo come ha sempre fatto, ma di non perdere il suo dna, che la rende un’azienda unica al mondo, per storia e cultura“. (ITALPRESS)