Mito, codino, Divino: compie gli anni Roberto Baggio, campione di tutti e poeta di un calcio che oggi non c’è più

small_110215-145140_to1705004spo_2017Baggio, il campione di tutti – A guardalo così, non sembrerebbe quasi vero. I capelli bianchi, le ginocchia ancora più fragili di quando indossava gli scarpini, lontano dalla luce di quei riflettori che ha sempre cercato di respingere per tutta la sua carriera. Fascio di luce, però, che lo ha sempre illuminato per 50 anni. 50 sì, proprio oggi. Il calcio, Roberto Baggio. Brividi che dalla pelle si trasferiscono fino al cuore, emozioni capaci di trasformare gli occhi in fiume di lacrime. Di gioia e ricordi. Roberto Baggio nella sua carriera ha indossato tante maglie, ma è riuscito in un’impresa rara: è stato il campione di tutti.


small_110223-160535_breata18Baggio, semplicemente Divino
– Poeta di un calcio che oggi non c’è più: quello dove a corsa e fisicità venivano preferiti estro e talento puro. Codino (divino), occhi spiritati, numeri da far gridare al miracolo. Come quella volta in America, Mondiali del 1994. Un popolo intero ai suoi piedi e lui, così fragile e così forte, a trascinare l’Italia fino a Pasadena. Quando un Dio troppo geloso e timoroso di vedere la sua immagina offuscata, decise che quel calcio di rigore doveva finire alto. Alimentando, a sua insaputa, ancora di più un mito destinato a durare per sempre. Eterno, sì. Semplicemente Divino. 50 volte auguri Baggio. Immensamente grazie.