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Che storia quella di Duck Hee! Il giovane tennista sordo che a soli 18 anni si appresta a diventare un futuro top player

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Il primo turno di Coppa Davis andato in scena lo scorso weekend, fra la mirabolante vittoria dell’Italia, la presenza di Djokovic e il disastro di Shapovalov ha messo in secondo piano una storia fantastica. La sfida era quella fra Corea del Sud e Uzbekistan, l’arbitro chiama la palla out, ma il coreano Duck Hee continua a giocare come se niente fosse. Non si tratta di disattenzione, il giovane tennista non ha semplicemente sentito la voce dell’arbitro, a dire il vero non sente la voce di nessuno: Duck Hee è sordo dalla nascita.

Facciamo un salto indietro nel tempo. Siamo in Corea del Sud, precisamente a Jecheon, è il 1998. Mamma Park Mi-ja e papà Lee Sang-jiin danno alla luce il piccolo Duck Hee, un bambino all’apparenza come gli altri che solo due anni dopo, nel 2000, si scopre immensamente ‘diverso’ dai suoi coetanei: il bimbo è completamente sordo. I genitori non si perdono d’animo: il piccolo al mattino frequenta la Gwangju Inhwa School, una scuola fatta su misura per i bambini sordi, al pomeriggio invece va in una scuola tradizionale perché possa integrarsi con i coetanei.

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Papà Lee vieta al piccolo di impare il linguaggio dei segni perché “chi conosce solo la lingua dei segni a 18 anni non può più integrarsi, né trovare lavoro”, in compenso lo aiuta ad imparare a leggere il labbiale e il bambino fa enormi progressi. Parallelamente, il piccolo si dedica al tennis, lo sport per nel quale non serve dover comunicare con la squadra, serve solo contare su se stessi. A 13 anni Duck Hee entra nel circuito juniores ITF e la Hiunday gli propone subito un contratto di sponsorizzazione, a 16 anni diventa numero 506 del ranking.

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Il ragazzo non sembra risentire minimamente del problema legato al suo udito: non ha bisogno di ‘sentire i colpi’ come per tutti gli altri tennisti, riesce ad adattarsi ugualmente ai tempi di gioco. Poco importa se il match di Davis, nonostante la vittoria nel secondo set, sia andato ad Istomin; ci saranno altre occasioni per entrare in un Major dopo le due mancate qualificazioni agli Australian Open sempre contro Istomin in finale dell’Asia-Pacific Wildcard Play-off e contro Bublik nelle qualificazioni. Per ora Duck Hee si accontenta di scalare la classifica ad un buon ritmo, di essere il più giovane tennista fra i primi 200 (ha solo 18 anni!) e di preparare il suo esordio ufficiale nel circuito ATP.

Il tutto restando isolato nel suo mondo che evita le urla in stile Murray, i grugniti della Sharapova o gli insulti di Kyrgios e Fognini. Se il problema è correre su qualche palla giudicata out dall’arbitro, si fa qualche scatto in più… le difficoltà nella vita sono altre, questo Duk Hee non lo sente, lo sa.