LaPresse/Fabio Ferrari

Più di uno studio a confronto per capire come ed in che modo la pratica agonistica può aumentare il rischio di  malattie sessuali nei ciclisti

Ciclismo – Quanto incide la pratica agonistica o dilettantistica sulla sessualità? – Uno dei dubbi amletici di chi pratica ciclismo sia a livello amatoriale che professionale è quanto questa possa incidere sulla propria sessualità. Quanto dunque possa essere causa di infertilità o problemi alla prostata. Gli studi anno dopo anno fortunatamente si fanno sempre più confortanti, rendendo la coincidenza tra pratica ciclistica e problemi legati alla sessualità (maschile e femminile) un mito ormai estinto.

Ciclismo – Quanto incide la pratica agonistica o dilettantistica sulla sessualità? – Secondo un confronto che si basa su un campione di popolazione che non pratica ciclismo ed una porzione che lo pratica addirittura a livello agonistico (stando sul sellino dalle 5-6 ore al giorno) infatti non ci sarebbe una maggiore incidenza di patologie sessuali in coloro che praticano il ciclismo.

Ciclismo – Quanto incide la pratica agonistica o dilettantistica sulla sessualità? – L’University College di Londra, inoltre, come sostiene il sito di ciclismo cyclinside.it, ha presentato uno studio fatto tra il 2012 e il 2013 che riguarda proprio queste delicate tematiche. Analizzando 5.282 ciclisti maschi infatti le malattie si presentano in maniera casuale proprio come nella popolazione che non pratica lo sport su le due ruote, un solo dato si è riscontrato in maggioranza sui ciclisti maschi con età superiore a 50 anni e con chi pedala più di 3 ore e 45 a settimana, ossia il rischio di presenza di cancro alla prostata.