LaPresse/Fabio Ferrari

Giancarlo Brocci denuncia RCS Sport su Facebook per la questione della corsa italiana Strade Bianche

Giancarlo Brocci è il padre dell’Eroica ha denunciato RCS Sport. Il motivo? La paternità di Brocci dell’invenzione delle corse denominate ‘strade bianche’. La paternità della corsa è da dividere con la città di Gaiole e L’Eroica, ma le varie vicende hanno portato Brocci ad affrontare RCS Sport, che ha reso sua la corsa. La prima edizione de L’Eroica è partita proprio dalla cittadina toscana con l’arrivo a Siena. Su facebook, Giancarlo Brocci ha deciso di denunciare RCS Sport per la paternità della corsa.

Con dispiacere devo annunciare che sono costretto ad adire le vie legali nei confronti di RCS Sport. Ho dato mandato in tal senso ad uno studio di grande professionalità, anche sportiva, per ottenere ciò che mi sembrava dovuto. L’idea originaria ed il relativo progetto mi appartengono.

A suo tempo, su mandato dell’allora presidente di Regione Toscana Claudio Martini, presentai, dal mio computer per presidenza@regione.toscana.it, le linee per una corsa professionistica sulle strade de L’Eroica, che divenne Montepaschi Eroica perchè Regione coinvolse allo scopo la Banca MPS. Si corse, appunto, martedi 9 ottobre 2007, a corollario de L’Eroica del 7, con partenza da Gaiole in Chianti e fu presentata per ciò che era, la sua versione pro.

Questa, che oggi è diventata una grande corsa di primo livello mondiale, ha assunto il nome “Strade Bianche” alla sua terza edizione, quando la vittoria di Cancellara nella seconda ne aveva già fatto intuire i fasti futuri. Nel tempo (leggasi 2012), ho contribuito in prima persona a salvarla quando era già stata tolta dai programmi di RCS Sport per il venir meno del main sponsor.

Ho provato in molti modi a cercare una soluzione che desse dignità a me, a Gaiole in Chianti, a suo tempo escluso come sede di partenza, e a L’Eroica, cui si deve la valorizzazione, e la conseguente tutela delle nostre strade bianche nonchè il percorso permanente, oggetto di importante ricaduta cicloturistica per tutto il territorio. Anche il tentativo di nuova partnership messo in atto nel 2015 non ha dato l’esito sperato; si è anzi cercato di affermare un incomprensibile ostracismo nei confronti delle origini e della passione che ha generato questa grande corsa, oggi patrimonio indiscusso delle Terre di Siena e grande spettacolo televisivo venduto in tutto il mondo. Non mi è rimasto altro da fare che rivolgermi, appunto, alle vie giudiziarie. Si sappia che tutto ciò che sarà mosso da questa azione verrà destinato alla promozione di un ciclismo giovanile sano e sorridente”.