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Oggi all’Abu Dhabi Tour ci sarà l’attesa sfida tra gli amici\rivali Nibali e Aru, un antipasto del Giro d’Italia, edizione numero 100

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Oggi scatterà l’Abu Dhabi Tour, la gara più importante del medio oriente. Questa corsa verrà ricordata per due eventi: il paese dell’Emirato Arabo avrà una squadra professionistica (la UAE Team Emirates) tra i team in gara, e, soprattutto, per la prima volta ci sarà l’atteso duello tra Fabio Aru e Vincenzo Nibali. I due fino a pochi mesi fa erano compagni di squadra all’Astana; hanno vissuto gioie, vittorie e sconfitte. Il duo negli anni trascorsi si è aiutato spesso nelle grandi corse a tappe e vederle adesso i due corridori con due squadre diverse fa uno strano effetto. I due amici-rivali saranno per la prima volta l’uno contro l’altro, e gli appassionati di ciclismo potranno rivedere un duello stupendo: Nibali contro Aru come Coppi contro Bartali, Binda-Girandengo, Moser-Saronni. Il grande ciclismo italiano sta tornando con una grande sfida, anche se tra i due non vi è nessuno screzio ma una grande amicizia basata su basi solide, ovvero sulla sportività e sulla lealtà. 

Ci siamo! Prima volta da rivali in corsa, ma sempre amici nella vita. Non avrebbe senso punzecchiarci, è bello avere un rapporto duraturo nel tempo. Il ciclismo è molto più internazionale ora, abbiamo rivali di tutto il mondo, – ha dichiarato Nibali come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Io e Fabio ci confrontiamo, ci scambiamo informazioni su chi vediamo alle corse, e magari potremmo scoprirci alleati in certe situazioni”.

Nibali e AruNello stato dell’Emirato c’è anche il direttore sportivo dell’Astana Beppe Martinelli, che fino a qualche mese fa aveva nella sua squadra sia Nibali che Aru. Il Ds ricorda con affetto lo Squalo: fa strano trovarsi contro Vincenzo. Tra tutti i corridori che mi hanno lasciato, il suo addio è quello che mi è dispiaciuto di più, – ha dichiarato Martinelli -.  L’ho portato io all’Astana, l’ho coccolato, impossibile non andarci d’accordo. Se ti dice una cosa, anche negativa, è perché la sente”.