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Alex Zanardi, l’oro olimpico e le sue grandi passioni: F1, calcio e MotoGp, ecco le sensazioni del campione paralimpico

E’ finalmente arrivato il tanto atteso 2017. Un nuovo anno che si spera riesca ad essere tanto emozionante e appassionante quanto quello appena terminato.

Un anno, il 2016, coronato dalle Olimpiadi di Rio 2016, una manifestazione che ha dato grandissime soddisfazioni all’Italia, anche e soprattutto nel mondo paralimpico.

Sipa Usa/LaPresse
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Alex Zanardi è stato uno dei protagonisti assoluti a Rio 2016: tre le medaglie per il campione di handbike che sul podio non è riuscito a trattenere le lacrime, due d’oro e una d’argento. E’ lui l’uomo simbolo dell’Italia, e non solo. E’ lui l’atleta al quale moti si ispirano non solo nel mondo dello sport ma anche nella vita di tutti i giorni e questo a lui, dà grande soddisfazione: “tre giorni fa ero in bici sull’altopiano di Asiago. Incrocio una betoniera, due persone anziane che seguono i lavori. Ci salutiamo. Mi urlano in dialetto veneto: “Zanardi canpiòn”. Un valore aggiunto per la vita essere identificato come un campione che scalda il cuore. Bellissimo“, ha infatti raccontato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

L’oro olimpico a 50 anni è una cosa di cui vado orgoglioso. Sempre straordinario. Ma la vita è anche altro“, ha aggiunto.

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Zanardi è un campione che ama tutti gli sport, in particolare quelli motoristici, la sua prima passione. Ecco quindi che pensando al nuovo anno, il Bolognese lascia anche una sua previsione per quanto riguarda la Ferrari del 2017: “sinceramente non credo ci si possa aspettare un gran miglioramento. Mi aspetto vinca Hamilton. La F1 è un mondo complicato. Vincere è questione di programmazione. Arrivabene ha un incarico difficile. In F1 serve un sistema trasversale in cui tutti, dai tecnici ai piloti a chi dirige, lavorino nella stessa direzione. Imputare a lui tutte le colpe sarebbe ingiusto. E’ stato lasciato un po’ solo. Al contrario, andrebbe sostenuto nel suo lavoro ed è adesso il momento di farlo“.

DPPI
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Zanardi poi ammette che, per quanto riguarda la sostituzione di Rosberg in Mercedes, avrebbe sperato in qualcosa di più sorprendente come, per esempio, Valentino Rossi: “anche se sportivamente non è la scelta più logica, sarebbe stata un’occasione perfetta per regalare altra luce a una F1 che ne ha bisogno, specie per la tv. Alla Mercedes un altro Mondiale porta tanto. Pensiamo cosa avrebbe portato anche solo una vittoria di Valentino: tantissimo“.

Ma Valentino Rossi deve pensare al suo di sport, nel quale anche nel 2017 andrà a caccia del decimo titolo: “è pazzescamente grande. Incredibile. Fa bene a pensare al decimo titolo. Chissà quanto si dovrà attendere per trovare uno come lui. Scommetterei su di lui, non su Marquez“.

Zanardi racconta poi di aver scherzato con Hamilton dopo il ritiro di Rosberg: “ci siamo scambiati messaggi con Hamilton, che è un amico. Gli ho scritto: “Pensa se prendono me, nessuno ti seguirebbe più…”. Ho fatto immaginare le due auto alla partenza e di fianco a una c’è la sedia a rotelle: chi guarda l’altra? Ci abbiamo scherzato su“.

Tra le passioni del campione paralimpico c’è anche il calcio, impossibile quindi non parlare della Juventus: “è come la Mercedes. Cambiano giocatori e allenatori e non i risultati“.

Matteo CAVADINI
Matteo CAVADINI

Adesso si prospetta un futuro ricco di novità per Alex Zanardi, che sta riflettendo molto: “continuerà a giocare e far il mio. Mi diverto, l’handbike mi piace, sto facendo delle riflessioni sul Triathlon, sono solo per l’Ironman a Kona. Gareggiare nella categoria paralimpica. Ma si usa l’handbike dove stare stesi, come quella del mio compagno e amico Podestà. Sto provandola“.

E non è esclusa una nuova avventura nel mondo dei motori: “la vittoria al Mugello di ottobre con la Bmw ha generato entusiasmo. In Bmw mi hanno chiesto: “Vuoi fare qualcosa?” Non ci ho pensato: sì“.