LaPresse/Alfredo Falcone

Djokovic infastidito dalle domande sul suo 2016 definito ‘fallimentare’ ha mostrato tutto il suo orgoglio rispondendo a tono ai giornalisti

Sipa USA
Sipa USA

Chiunque creda che Novak Djokovic sia ormai l’ombra di se stesso, dopo un 2016 concluso in maniera non proprio positiva, si sbaglia di grosso. Il serbo ha il dna del campione e quello, nonostante alcuni passi falsi, non puoi cancellarlo. Djokovic lo sa bene e da oggi anche giornalisti, addetti ai lavori e avversari. Il campione serbo ha voluto mettere le cose in chiaro. Incalzato dalle domande della stampa sul suo 2016 definito ‘fallimentare’ Djokovic ha risposto a tono, come solo un campione può fare: nella sua vita la parola fallimento non esiste, il 2016 è stato un incentivo a migliorarsi.

Sipa USA
Sipa USA

Non vedo gli ultimi sei mesi del 2016 come un fallimento o cose del genere. Osservare le cose in questo modo non è nella mia mentalità e né nella mia filosofia di vita. Fallire, cadere o non avere successo non fa parte del mio vocabolario di vita – ha dichiarato Djokovic –

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Sento che ogni esperienza aiuta a crescere. Gli ultimi sei mesi dell’anno hanno avuto un grande valore, perché ho sempre detto che si può imparare di più dalle sconfitte. Puoi riflettere profondamente e capire ciò che puoi fare meglio. Non vedo il 2016 come un anno che non è stato di successo. È stato un incentivo, una sfida ed esperienza che mi ha aiutato a crescere e si spera a rendermi più forte. In fin dei conti, giocare a questo sport dipende da me. È la mia scelta essere qui. Rimanere affamato e spingermi oltre, ma affamato nel modo giusto per capire e sentire quanto lontano possa andare, quali sono le mie capacità. Perché non credo nei limiti della vita“.