Pirlo, rivelazione ‘maledetta’: “Juninho e le punizioni: io, ossessionato dal brasiliano”

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Andrea Pirlo ha più volte specificato di essere affascinato da Juninho Pernambucano, che aveva un modo particolare di calciare le sue punizioni

juninho-pernambucano-9-1-1024x647Juninho Pernambucano ha lasciato il calcio da ben 3 anni, esattamente il 30 Gennaio 2014, ma nessuno ha mai dimenticato il modo particolare del brasiliano di calciare le punizioni. Juninho ha avuto una grandiosa carriera, che molti invidiano, segnando 135 gol, di cui 75 sono stati realizzati su punizione. L’ex Lione, infatti è stato l’ideatore della “maledetta”, un modo nuovo di calciare le punizioni, colpendo la palla dal basso con sole tre dita e con il piede più dritto possibile, in modo da far si che la palla superi la barriera, per poi abbassarsi all’improvviso e sorprendere il portiere all’angolino.

juninho lioneNegli anni in cui Juninho ha militato nel Lione, ha vinto 7 Scudetti consecutivi, dando alla squadra un contributo considerevole, infatti ogni volta che c’era un calcio di punizione calciato dal brasiliano, i tifosi sapevano già dove sarebbe andato a finire il pallone. Juninho diventò l’ossessione di un’altro grandissimo specialista delle punizioni, ovvero Andrea Pirlo, che per anni ha cercato di studiare le punizioni del brasiliano, affascinato da come l’ex numero 8 del Lione riuscisse a far prendere alla palla quella traiettoria imprevedibile.

 “Ho fatto esperimenti per settimane, ma l’ispirazione giusta è arrivata mentre cagavo. Inzaghi dice che la concentrazione massima si raggiunge in quei momenti: sarà poco romantico ma è andata esattamente così. La magia che stavo inseguendo non dipendeva dal punto in cui colpivo la sfera, ma dal come: Juninho non la prendeva con tutto il piede, bensì con sole tre dita. Il giorno dopo sono andato prestissimo a Milanello e senza togliere nemmeno i mocassini ho cominciato a provare. Fu subito un tiro perfetto, all’angolino. Finalmente avevo battuto il fantasma di Juninho.” Ha affermato Andrea Pirlo nella sua biografia “Penso quindi gioco”.

Successivamente Pirlo, sempre all’interno della sua biografia, cerca di spiegare quale sia la tecnica giusta per far si che il pallone si insacchi all’angolino, con una traiettoria imprevedibile.

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“La palla andava calciata da sotto, usando le prime tre dita del piede. E il piede andava tenuto più dritto possibile e poi rilasciato con un colpo secco. In quel modo la palla in aria restava ferma e, a un certo punto, scendeva velocemente verso la porta, girando con l’effetto. Senza saperlo, eccola, la “maledetta“, come qualcuno avrebbe poi ribattezzato quel tipo di tiro. Quando mi riesce non c’è barriera che tenga, perché è una punizione studiata apposta per passare sopra ai giocatori avversari disposti a scudo davanti al proprio portiere, prima di prendere una direzione che non si può prevedere. Più si è lontani dalla porta meglio è, infatti la distanza è direttamente proporzionale all’effetto che si riesce ad imprimere.”

Andrea Pirlo probabilmente è stato il miglior giocatore del suo ruolo, vincendo praticamente tutto, ovvero Scudetti, Champions League, Mondiali. Ma una delle sue specialità, ovvero i calci di punizione, sono ispirati proprio al brasiliano. “Le punizioni le tiro alla Pirlo, portano il mio nome come se fossero tutte figlie mie. La fonte d’ispirazione però è Juninho Pernambucano”, ha più volte specificato Pirlo.