Zaytsev
LaPresse/Alfredo Falcone

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Ivan Zaytsev ripercorre il suo 2016, soffermandosi sull’argento conquistato alle Olimpiadi di Rio

Figlio d’arte con la pallavolo nel suo destino. Ivan Zaytsev è senza dubbio l’icona del volley maschile, un idolo azzurro diventato tale dopo la semifinale olimpico contro gli Stati Uniti a Rio de Janeiro, quando lo ‘Zar’ prese letteralmente a pallate gli americani.

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La finale, poi, non sorrise all’Italia, ma Zaytsev è rimasto comunque uno degli artefici di quel sogno tutto tricolore. “La finale del Maracanazinho non l’ho mai rivista – commenta Zaytsev in esclusiva alla Gazzetta dello Sportnon ho quindi mai pensato al gioco, alla parte tecnica di quel match. Quindi ogni volta che incontro qualcuno che mi parla di quella medaglia o che mi fa i complimenti, la mia prima sensazione è quella di uno che non è contento. Ci sentivamo al posto giusto, al momento giusto. Ci sentivamo pronti. Per come erano andate le cose, pensavamo di essere arrivati alla finale nel migliore dei modi”. Nonostante quella sconfitta, in tanti si sono appassionati al volley e a Zaytsev: “c’è stata una copertura televisiva da Olimpiade.

zaytsev bbOvviamente la risonanza mediatica che ha una manifestazione come questa è differente. E’ bastato sfruttare questo momento per avere da parte degli italiani tanta passione, tanto coinvolgimento. Adesso, come non è giusto che sia (mettiamola così) l’interesse scema, perderemo un po’ di quelle luci che si erano accese su di noi”. Nel 2016 la prima esperienza in tv nel programma ‘Selfie‘ di Simona Ventura, Zaytsev svela i motivi che lo hanno spinto a comparire sui piccoli schermi: “A volte presente in carne e ossa, a volte sono andato in tv cartonato. E’ una esperienza che mi è servita per staccare un po’ la testa. Visto anche il tanto scetticismo che c’era prima di questa esperienza. “Non penserà più alla pallavolo” si era detto, “Si distrarrà…”. Una visione un po’ ristretta.

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Basta guardare alla Nba, dove ci sono professionisti che prendono stipendi anche miliardari, e molti hanno programmi tv personalizzati, brand di abbigliamento, impegni molto più intensi dei nostri e giocano 3 partite a settimana. Io per quello che ho potuto ho cercato di sfruttarla al massimo”. L’Italia è ormai la sua Nazione, Zaytsev la considera un gioiello: è il Paese più bello del mondo, spero che  torni a splendere come merita, dobbiamo volergli più bene, dobbiamo unirci un po’ di più, essere fratelli e figli di una stessa patria. Questo mi auguro per il paese ma anche in fondo per ognuno di noi“.