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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Stoffel Vandoorne ha svelato le sue aspettative in vista della prima stagione in Formula 1

Faccia pulita, giovane di belle speranze e mente pronta al grande salto. Stoffel Vandoorne e la McLaren, ciak si gira.

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Salutato Button, per la scuderia britannica si volta pagina, accanto a Fernando Alonso adesso ci sarà questo giovane talento belga che ha già stupito l’anno scorso in Bahrain, conquistando il primo punto iridato al debutto in Formula 1. Un decimo posto sorprendente, arrivato al termine di tre giorni intensissimi, iniziati in Giappone e terminati a Sakhir, dopo una convocazione lampo. Adesso Vandoorne è pronto per la sua prima vera stagione in Formula 1: “mi pare tutto molto normale, finalmente posso giocare le mie carte, aspettavo questa possibilità e intendo sfruttarla. Conosco dall’interno la squadra da quattro anni, mi sento pronto” commenta il pilota belga ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

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Ho sempre avuto un debole per la McLaren, sin da bambino. Non so perché, ma in tv ero attratto da Hakkinen, Coulthard, Raikkonen“. Una passione per la Formula 1, legata a quella per il ciclismo: “sono belga, andrei in bicicletta sempre. Vado molto d’accordo con Tom Boonen, ci frequentiamo. È fanatico di corse, gli ho fatto da maestro di guida veloce. Non leggo molti libri: frequento gli amici e mi dedico al far niente”. Il suo compagno di squadra sarà Fernando Alonso che, qualche anno fa, battezzò da vicino anche il debutto di Hamilton: “non voglio essere Hamilton ma Vandoorne. Io do tutto il possibile. Non mi aspetto nulla a livello di relazioni tra me e Fernando. Il mio idolo? Ayrton Senna. Ho guidato un paio delle sue McLaren in alcune esibizioni e pure quella di Prost a Suzuka. Incredibile quanto è cambiata la F.1. Emularli sarebbe bellissimo, ma non è il caso di parlarne ora”.