F1 – Tutti i segreti dei cervelli dei campioni, Ceccarelli spiega: “i piloti pensierosi soffrono di più”

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I segreti delle menti dei campioni degli sport motoristici: il Dottore Ceccarelli racconta tanti particolari del lavoro realizzato ad hoc con i piloti di F1 e MotoGp

Le stagioni degli sport motoristici si avvicinano sempre più: i campioni della MotoGp e della F1 quindi si preparano per un nuovo anno ricco di emozioni, spettacolo, sorprese e altissima velocità.

I campioni dei motori devono fare un grande lavoro fisico ma anche mentale prima dell’inizio della stagione e a curare questo secondo aspetto, quello che riguarda il cervello, la testa, ci pensa il Dottor Riccardo Ceccarelli del Formula Medicine di Viareggio, che segue e prepara 9 team su 11 di F1 (escluse McLaren e Ferrari), e adesso ha iniziato un nuovo percorso anche con la Ducati Pramac di MotoGp.

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Avevamo lavorato con Ducati ai tempi di Stoner e Hayden, poi lo scorso anno Francesco Guidotti (team principal Pramac; n.d.r.) ci ha chiesto di seguire Petrucci e Redding“, ha raccontato Ceccarelli a La Gazzetta dello Sport

Ho investito anni a studiare le prestazioni dei piloti, per trovare cosa differenzia un fenomeno da uno normale. Abbiamo fatto studi scientifici, creato allenamenti e strumenti per allenare le risorse cerebrali, e oggi forniamo servizi di mental training che ci differenziano da tutti. I nostri psicologi lavorano con il computer come ingegneri, tra test, analisi e sistema di lavoro. A Viareggio la nostra struttura è caratterizzata da 150 metri quadrati di palestra fisica e altrettanti di palestra mentale, la Mental Economy Gym, dove si lavora sul cervello: attenzione, concentrazione, tempi di reazione, controllo tensioni muscolari, fluidità dei movimenti, campo visivo. Gli atleti si confrontano in gruppi di 4, noi misuriamo prestazioni e risparmio energetico“, ha aggiunto il Dottore “della mente”.

LaPresse/Alessandro La Rocca

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Al Formula Medicine si programma un lavoro specifico per ogni pilota: “dall’analisi scientifica vediamo pregi e difetti, da lì lavoriamo sullo specifico. Quando Redding arrivò qui era titubante, ma alle 16 del primo giorno mi disse che eravamo in sintonia: gli spiegai su cosa avrebbe dovuto lavorare e mi rispose che erano esattamente i suoi limiti. Lavoriamo anche con piloti giovanissimi, sui 10-11 anni, che sanno di non essere in grado di gestire le loro risorse cerebrali ed emotive: il cervello di un giovane è un dissipatore di energie perché non si conosce. La maturità psico-fisica di un pilota arriva sui 27-28 anni, col nostro lavoro riusciamo ad avere un cervello economico già sui 20 anni. Coi piloti esperti il lavoro è diverso: il nostro slogan è diagnosi, consapevolezza, intervento“, ha continuato.

La differenza tra i campioni e le persone “normali” c’è e si vede: “sono più brillanti, anche nei problemi quotidiani. Non c’è differenza nei tempi di reazione tra Vettel e uno studente, ma Sebastian impegna molta meno energia del cervello. I piloti pensierosi soffrono di più. Serve una mente completamente libera da queste tensioni: la stessa cosa muscolarmente. I vincenti hanno questa impermeabilità. Sono funamboli che camminano su una tavolozza larga 30 centimetri sospesa tra due edifici: la guardano, dicono che 30 centimetri sono sufficienti e partono“, ha concluso.

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About Rita Caridi (35139 Articles)
Nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1990 ama tutti gli sport, con un focus particolare sui motori e la pallacanestro. Scrive su SportFair dal 2015


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