adriano malori
LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

La rinascita di Adriano Malori: il ciclista azzurro pronto a tornare più forte di prima a quasi un anno dal terribile incidente che gli causò un ematoma cerebrale

E’ passato quasi un anno da quel terribile incidente al Tour de San Luis che ha fatto vivere ad Adriano Malori un 2016 d’inferno. Il ciclista italiano però ha lottato con tutto se stesso e adesso è pronto per lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare.

LaPresse/Fabio Ferrari
LaPresse/Fabio Ferrari

Il 2016 non è stato però solo un incubo per Adriano che in un’intervista a La Gazzetta dello Sport ammette: “ci sono stati anche momenti belli. Il matrimonio con Elisa, l’essere riuscito a tornare a correre in Canada. Ma il 2016 resterà l’anno che mi ha condizionato in maniera irrecuperabile la vita, per sempre. Meglio dimenticarlo che ricordarlo”.

“Sto migliorando ‘brutalmente’. Mobilità, postura. E la posizione in bici. Adesso mi alzo in piedi, stacco le mani, e da come mi muovo vedo che è tutto più naturale rispetto a inizio settembre, in Canada“, ha raccontato Malori che svela poi anche il suo stato d’animo mentale: “riassumo con una frase. ‘Il mio peggior nemico… sono io stesso prima dell’incidente’“.

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LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Malori è tornato in bici lo scorso settembre ma una caduta alla Milano-Torino lo ha messo nuovamente ko: “sul momento è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma dopo una settimana la riflessione è stata ‘mi sono risollevato dopo una paralisi, non mi faccio buttare a terra da una clavicola’“.

Adriano adesso pensa al futuro, alla prossima stagione: “mi sto allenando a casa, continuo a fare tutto quello che devo. Soprattutto ho trovato molto importante il pilates, mi segue una persona allo Studio Respira di Traversetolo. Lo farò pure durante la stagione. Avrei dovuto cominciare a Maiorca a fine mese, ma forse slitterò a Murcia e Almeria, 11-12 febbraio“.

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LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Il ciclista della Movistar è un esempio lampante di rinascita: “ricordo che in clinica a Pamplona, anche se stavo male per quello che avevo, alla mattino dicevo che quella biglia che i terapisti mi mettevano in alto 30 centimetri sulla testa la volevo prendere. Non ci arrivavo. Il giorno dopo lo ripetevo, e non ce la facevo. Ma alla terza volta, la acciuffavo. Magari c’è chi rinuncia ed è sbagliato“, ha raccontato.

Dovrò mangiare tanta merda, ci saranno dei momenti in cui mi stacco anche mentre i big si fermano a fare pipì. Ma devo essere forte. Continuare. Ci vogliono tempo e pazienza. Però son convinto di poter tornare a essere l’Adriano Malori di prima. Sono convinto“, ha concluso.