Russell Westbrook
LaPresse/Reuters

Fra sorpese inaspettate, solite certezze e crolli clamorosi, facciamo un riepilogo della prima parte di stagione di basket americano: ecco Top e Flop tra i giocatori NBA

Top e Flop NBA – Un terzo di stagione regolare è già passato ed tempo di tirare le prime somme. Nessuna sorpresa sulle squadre dominanti e che probabilmente, salvo sorpese clamorose, si giocheranno la Finale Playoff: Warriors e Cavs. Mettendo da parte i due ‘noiosi’ superteam e i loro giocaatori, ci sono gustose sorprese e qualche nota negativa in entrambe le Conference.

Ovest

Promossi

Russell Westbrook – Il vero e proprio fenomeno di questa stagione. Le statistiche parlano per lui: 31 punti, 10 assist e 10 rimbalzi per partita di media: se non lo avete notato, una media da tripla doppia; se lo avete notato invece, saprete già che nella corsa al titolo MVP Westbrook è fra i più seri candidati. “Alieno

James Harden – Media leggermente più bassa di Westbrook (27,4 punti, 11,9 assist, 7,9 rimbalzi) ma talento sconfinato. Sta trascinando i suoi Rockets praticamente da solo, segna e fa segnare, senza l’ingombrante presenza di Howard fa quello che vuole e lo fa benissimo. “Fear The Beard!

Marc Gasol – Se i Memphis Grizzlies sono stabilmente in zona Playoff il merito e particolarmente suo. Con un inizio stagione da incorniciare, qualche rischio in più da 3 e una media di 20 punti, 4,1 assist e 6,3 rimbalzi per partita, Marc Gasol non sta solo superando le sue medie in carriera, ma sta rivivendo a 31 anni, una seconda giovinezza. “Rinato“.

Bocciati

Rudy Gay – Le medie sono coerenti con quelle di sempre, ma lo mettiamo fra i bocciati per delle dichirazioni poco piacevoli. Si è detto “imprigionato” nella sua franchigia, si è detto ‘ostaggio’ della società. Dichiarazioni che non fanno bene allo spogliatoio. ‘Disturbante’

Nowitzki – Diciamo che gli infortuni hanno fatto la loro parte e a ‘WunderDirk’ concediamo lo status di rimandato a fine stagione, ma se i Mavs sono caduti così in basso, è anche colpa della sua assenza. Inoltre, se sommiamo le precarie condizioni fisiche con la decisione di non ritirarsi e il rinnovo faraonico, viene fuori che a Dallas hanno fatto un piccolo autogol. “NormalDirk

Est

Promossi

Dwayane Wade – C’erano forti dubbi sul suo passaggio ai Bulls. Dubbi che sono scomparsi appena ha preso la palla in mano. Non sarà il ‘Flash’ di Miami ma con 19 punti, 3,6 assist e 4,3 rimbalzi continua ad essere decisivo. Del resto, s ei Bulls sono in zona Playoff è anche merito suo. “Eterno

Derrick Rose – Forti dubbi anche per lui, dopo tante ombre e poche luci nelle ultime stagioni ai Bulls, il playmaker di Chicago ha fatto rotta verso New York per dare una svolta alla sua carriera. Le medie lievitano verso l’alto (16,8 punti, 4,4 assist, 4 rimbalzi), i Knicks hanno trovato la quadratura, Rose is back! “Revenant”

Kemba Walker – Inizio stagione strepitoso per gli Hornets! La zona Playoff non è off limits, e i Calabroni ci sguazzano dentro dall’inizio. Serve solo consolidare la posizione. Ci pensa Kemba Walker a far fare il salto di qualità ai suoi: 22,6 punti, 5,4 assist e 4 rimbalzi di media a partita, statistiche che lo avvicinano ai top della lega. “Super!

Bocciati

Rajon Rondo – È vero che è migliorato da 3, è vero che i suoi assist li sforna sempre, ma Rajon Rondo ha imboccato inevitabilmente il viale del tramonto. Il paragone con Wade, posto come primo fra i top non è casuale: arrivati entrambi fra i dubbi, ‘Flash’ ha stupito tutti, Rondo invece annaspa sulla sufficienza. Per il ricordo che abbiamo di lui, ci aspettavamo qualcosa di più. “Nostalgico”

 Joakim Noah – Anche qui, il paragone nella posizione con Derrick Rose non è casuale. Discorso fin troppo simile con quello di Rondo: anche lui arrivato fra i dubbi, con una condizione fisica al limite dello scadente, non ha mai convinto i knicks fin qui. Leggere la voce 4,7 punti a partita per credere. Facesse meglio in difesa.. “Joakim Non va

Paul George – Abbiamo voluto esagerare. Ma nonostante le sue ottime medie, Paul George per ora non ha mantenuto le sue promesse e per questo lo ‘rimandiamo’. Ad inizio anno aveva promesso dei Pacers strepitosi sotto la sua guida, ma soprattutto aeva lanciato il guanto di sfida a LeBron e al suo regno. Per ora King James resta sul trono, ma soprattuto nei Pacers c’è un Teague che sembra farsi sempre più decisivo. “Detronizzato”