Il tennista australiano Sam Groth è stato costretto a chiudere il suo account Facebook a causa delle ripetute minacce di morte

Ancora una volta, le scommesse hanno ‘inquinato’ il mondo del tennis. Non bastavano il problema del match fixing, gli incontri truccati, le mazzette date ai giocatori per perdere di proposito e tante altre porcherie. Anche quando le scommesse sono effettuate legalmente tramite delle agenzie, sorgono i problemi. Infatti, una sconfitta inaspettata o una giornata no di un tennista, possono causare la rabbia degli scommettitori che passano dagli insulti alle minacce di morte, il tutto tramite social. L’ultima vittima di insulti e minacce è stato Sam Groth, tennista numero 180 del mondo che ha denunciato la situazione all’ATP.

Ho mostrato i messaggi all’ATP e non solo, perché arriva un momento in cui non puoi più accettare certe cose – ha raccontato Groth – Siamo sportivi professionisti, siamo atleti, è la nostra vita. Non mi era mai capitato niente del genere, ho dovuto sopportare quest’anno una quantità incredibile di messaggi offensivi. Certo, io posso anche riderci su, ma quando le minacce arrivano alla mia compagna, alla mia famiglia, allora no, siamo andati troppo oltre”. 

Groth per preservare la sua sicurezza e quella della sua famiglia è stato anche costretto a chiudere la sua pagina di Facebook: mi piaceva il rapporto diretto con i tifosi, trovo che i social media siano un ottimo modo per interagire. Penso che in molti casi a scrivere quel tipo di messaggi così offensivi siano scommettitori che hanno perso dei soldi e non capiscono cosa stai passando. Magari avranno anche perso 50 dollari, ma io per esempio quest’anno ho perso un sacco di partite lottate e molto più di 50 dollari”.