photo by Francesco Panunzio

I 50 anni di Alberto Tomba, leggenda dello sci che ha saputo fare grande lo sport italiano

La carta di identità mente spudoratamente: Alberto Tomba è ancora quel ragazzo che ha conquistato il mondo con un paio di sci ai piedi e ha continuato a stupire anche quando se li è tolti. Del resto, gli ‘Alberto nazionale’ sono e saranno per lungo tempo in due: il fenomenale Sordi e, appunto, lui, grande in tutto, eccessivo ai limiti del kitsch, vero sponsor dell’unico doping che sfugge ai controlli sempre più rigidi, il tortellino.

LaPresse/Piero Cruciatti
LaPresse/Piero Cruciatti

Lunedì 19 dicembre Tomba, bolognese di San Lazzaro di Savena, salterà un altro paletto, quello dei 50 anni, vissuti con il gusto dell’impresa e del rischio. L’epopea di “Tomba la Bomba” è stata scritta dal 1986 al 1998, gli anni d’oro dello sci azzurro: considerato uno dei più grandi specialisti delle prove tecniche di tutti i tempi, con cinquanta vittorie complessive in Coppa del Mondo è il terzo sciatore di sempre per numero di successi dopo altre due leggende come Ingemar Stenmark e Hermann Maier. Trionfatore nella Coppa assoluta nel 1995 e in otto ‘Coppette’ di specialità, ottenne tra l’altro due ori olimpici in slalom gigante (a Calgary 1988 e ad Albertville 1992, primo atleta a vincere nella stessa specialità dello sci alpino per due edizioni consecutive), l’oro olimpico in slalom speciale a Calgary 1988 e due ori, in slalom gigante e in slalom speciale, ai Mondiali del 1996. Lo sci è stata la sua vita anche dopo il ritiro, visto che ha viaggiato per tre anni attraverso l’Europa con il “Tomba Tour” per lo sviluppo dello sci giovanile.

AlbertoTombaPassato alle cronache anche per momenti meno entusiasmanti (il lancio della coppa di cristallo verso un fotografo poco gradito, il goffo tentativo di falsificare il passaporto), Tomba ha provato nella sua vita extra-sportiva di restare nello show business: nel 1999 ha girato il film poliziesco, vero flop al botteghino, dal titolo “Alex l’ariete” e nel 2008 ha pubblicato il libro autobiografico “Alberto Tomba. Prima e seconda manche”, scritto in collaborazione con Lucilla Granata ed edito da Sperling & Kupfer. Meglio, molto meglio quando ha riversato tutto il suo impegno per il circo bianco: è stato uno dei principali testimonial dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, tanto da essere scelto, nella cerimonia d’apertura, tra gli ultimi tedofori, consegnando la fiamma ai componenti della staffetta italiana di di fondo che avevano vinto la medaglia d’oro ai Giochi di Lillehammer 1994 (Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner).

IMG_5809C’è anche il sociale tra le sue attività: è infatti socio fondatore dell’associazione Laureus per la promozione dell’attività sportiva contro il disagio sociale. Tanti i flirt che gli sono stati attribuiti nel corso della sua vita, ma di sicuro la sua fidanzata ‘storica’ è stata Martina Colombari, la showgirl con cui è rimasto legato per tre anni e che poi ha sposato un altro sportivo di rango, l’ex difensore dei Milan AlessandroBillyCostacurta. Tomba sarà sempre un ‘bad boy’, un ex campione che ha saputo fare grande lo sport italiano e che è forse rimasto ‘vittima’ del suo stesso personaggio. Un po’ come quei fumetti che ammettono: “Non sono cattivo, è che mi disegnano così“. (ITALPRESS).