NBA – Gallinari, sogni da top player ma in una realtà troppo piccola: per vincere serve fare come LeBron e Durant?

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Sogna l’anello con i Nuggets e la convocazione all’All Star Game, ma restando a Denver per Danilo Gallinari sarà dura realizzare questi obiettivi: la soluzione è cambiare aria?

LaPresse/Belen Sivori
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Intervistato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’, Danilo Gallinari ha raccontato il suo presente e i sogni che vorrebbe per il suo futuro. Il cestista azzurro, uno dei talenti più importanti del basket italiano, è ormai alla nona stagione in NBA, la sesta con i Nuggets, un ambiente in cui si trova davvero bene ma che fa fatica ad imporsi nella Lega, come testimonia l’inizio di stagione non proprio esaltante: 9-16 lo score e 11ª posizione a Ovest.

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«Ci manca ancora un po’ di chimica e un pizzico di fortuna – ha spiegato Gallinari – Una partita l’abbiamo persa all’ultimo secondo, 5 negli ultimi 30”. Se di quelle 6 ne vinci 3 o 4 la tua classifica cambia. Siamo molto vicini a essere una squadra solida e costante: se riusciamo a sistemare qualche dettaglio, possiamo recuperare terreno. Siamo poco continui nel corso della stessa gara. Un quarto lo vinciamo, uno lo perdiamo. Facciamo fatica in particolare nella fase difensiva. Molti match li abbiamo iniziati andando sotto di 15 nella prima frazione, poi rimontare diventa dura. Decisamente andiamo meglio in attacco».

LaPresse/Reuters
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A proposito di attacco, il gioco del ‘Gallo‘ in fase offensiva esprime tutto il suo potenziale, è l’ex Milano non nasconde autostima e ambizione, Gallinari si ritiene un top player, con ampi margini di miglioramente certo, ma ritiene che non gli manchi nulla per realizzare due sogni importanti: vincere l’anello e riceve la convocazione per l’All Star Game.

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«Quello che pensano gli altri o la Nba non lo so, però sì, io mi ritengo un top player. Certo, vorrei aver vinto qualche partita in più. Ma a livello individuale sono soddisfatto e non ho molto da rimproverarmi. Forse devo cercare di migliorare il tiro dal campo – ha spiegato Gallinari – Il sogno è vincere il titolo, perché quando arrivi in una società pensi esclusivamente a quello. Con i Nuggets in questo momento ovviamente non è realistico. Con i tanti giovani che abbiamo ci vorranno anni. Un altro sogno è la convocazione all’All Star Game. Ma per avere chance, giocare bene e avere ottime statistiche non basta: la tua squadra deve avere un record positivo. Se ho in testa di segnare un giorno 60 punti? Sì, se servono a vincere, altrimenti contano poco. Io ne ho messi 47 due anni fa, in fondo sono solo 13 in meno di quelli di Klay Thompson. Ci posso arrivare“.

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Ambizioni importanti, accompagnate da un discreto talento ed una voglia di restare a Denver per dare fiducia ad un progetto giovane e futuribile. Certo però, il gap con le big NBA risulta difficile da colmare. Forse per soddisfare quelle ambizioni il ‘Gallo‘ dovrebbe cambiare aria puntando a qualche franchigia di livello superiore che gli consenta di provare a vincere subito, come ha fatto LeBron passando a Miami, o come ha in mente di fare Durant dopo essere passato ai Warriors. Danilo Gallinari però non ha fretta, Denver è casa sua e si può aspettare ancora: “sono giovane, posso aspettare. Gioco a Denver da 6 anni e prendermi l’anello qui sarebbe il massimo. Ci stiamo lavorando, perché questa è una franchigia ambiziosa. I ragazzi sono bravi, ci vuole pazienza“.

 

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