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Giovanni Zamagni e la stagione 2017 di MotoGp: ecco il quadro del giornalista in vista del prossimo Mondiale

La stagione 2016 di MotoGp ha regalato grandi emozioni e quella che si appresta ad iniziare nel 2017 siamo certi che ne regalerà sicuramente molte di più.

I vari trasferimenti di team di piloti come Lorenzo, Vinales e Iannone, sicuramente renderanno il prossimo Mondiale più interessante, ma una cosa rimane certa: Marc Marquez rimane l’uomo da battere.

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Lo spagnolo rimane il punto di riferimento della MotoGP e non solo perché è il campione del mondo in carica. Lo dicono i numeri — 3 titoli in 4 anni nella massima cilindrata — e, soprattutto, lo conferma il modo nel quale Marquez ha conquistato l’ultimo iride: da attaccante puro, Marc è stato capace di trasformarsi anche in difensore, molto più attento a non sprecare la minima occasione, bravo anche ad accontentarsi di un piazzamento nelle situazioni più difficili. Senza, però, essere rinunciatario: non a caso ha vinto 5 GP, più di tutti i suoi avversari. Inoltre, la Honda 2017 parte da una base migliore rispetto a quella del 2016. Insomma, sarà dura batterlo, anche se Marquez continua a cadere troppo, come confermano le 17 scivolate della passata stagione“, ha infatti dichiarato Giovanni Zamagni in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

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Il noto giornalista e commentatore Sky non esclude la possibilità di vedere un carico e volenteroso Valentino Rossi conquistare il suo decimo titolo: “anche se l’impresa sarebbe storica: nessuno ha mai conquistato il titolo della 500/MotoGP a 38 anni e 8 stagioni dopo l’ultimo successo (2009). Ma il Rossi del 2016 ha dimostrato di potersela giocare con piloti molto più giovani di lui e il secondo posto ottenuto per la terza volta consecutiva nella classifica generale sigilla la sua costanza e la capacità di adattarsi ai continui cambiamenti della categoria più difficile del motociclismo. Anche se nell’ultima stagione ha vinto meno dei suoi rivali diretti (2 successi, contro i 5 di Marquez e i 4 di Lorenzo), non gli è mancata la velocità, ma la costanza, nonostante sia caduto meno di tutti gli altri (4 volte, come Dovizioso).

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Purtroppo per lui, le scivolate sono arrivate nel momento sbagliato, ma ha dimostrato di essere veloce in tutte le piste e in ogni condizione: il decimo titolo non è impossibile. Ieri, intanto, il Tribunale spagnolo di Requena ha sospeso la causa contro Rossi avviata da una tifosa dopo il movimentato episodio di novembre a Valencia“.

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Impossibile poi non parlare di Jorge Lorenzo e della sua nuova avventura in Ducati. Per Zamagni è troppo presto di parlare di lotta al campionato: “diciamo che c’è la speranza, ma al momento sembra più un sogno che una realtà. Anche se l’ingegnere Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, non si è nascosto: ‘Abbiamo preso Lorenzo per conquistare il titolo’. Nell’unica uscita di Valencia, però, si è visto che la Ducati deve ancora crescere per battere costantemente Honda e Yamaha: molto, quindi, dipenderà dalla competitività che raggiungerà la GP17 da qui a marzo. Lorenzo può essere protagonista e giocarsi tanti GP, a cominciare dal Qatar, dove lui e la Ducati sono sempre andati fortissimo”.

 Il giornalista poi afferma che nel 2017 le gomme non saranno decisive così come lo sono state nel 2016, in quanto le Michelin dovrebbero essere “più costanti nel rendimento e meno soggette ai cambiamenti climatici, dopo un anno di apprendistato“.

Mentre sulla possibilità di vedere anche nel prossimo Mondiale tanti vincitori differenti così come accaduto quest’anno, durante il quale ben 9 piloti diversi sono saliti sul gradino più alto del podio, dichiara: “difficile, per non dire impossibile: se non era mai accaduto prima del 2016, un motivo ci sarà. Però, attenzione, perché sulla carta almeno otto piloti possono puntare, occasionalmente, al gradino più alto del podio: Marquez, Rossi, Lorenzo, Pedrosa, Viñales, Dovizioso, Iannone e Crutchlow hanno tutto per vincere un GP“.