Bolt
Bolt - LaPresse/Reuters

Per la sesta volta dal 2008, Usain Bolt è stato votato ‘Uomo dell’anno’ dalla Gazzetta dello Sport

Sei volte negli ultimi otto anni, Usain Bolt è senza dubbio uno dei protagonisti dell’ultimo decennio. Lo sprinter giamaicano, infatti, è stato votato per la sesta volta ‘Uomo dell’anno’ dalla Gazzetta dello Sport, tenendo dietro gente del calibro di Phelps e Cristiano Ronaldo. “E’ un grande onore: grazie a tutti coloro che hanno espresso preferenze per me, precedere gente del calibro di Phelps e Ronaldo per me è un piacere enorme” commenta Bolt ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

LaPresse/Reuters
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Questa stagione per me è stata tutta incentrata e finalizzata all’Olimpiade di Rio e alla possibilità di una terza tripletta d’oro. Era cominciata bene, ma poi sfortunatamente ai Trials mi sono infortunato e, coi Giochi così vicini, tutto si è fatto più difficile e complicato. Gareggiare senza avvertire dolori o fastidi alla Diamond League di Londra, poco prima della partenza per il Brasile, mi ha dato le convinzioni e la fiducia di cui avevo bisogno. Il momento più bello del 2016? La soddisfazione e il sollievo per la terza tripletta“. Oltre ai riconoscimenti in pisa, Bolt non può dimenticare nemmeno l’uscita del ‘suo’ film: “Ho voluto farlo perché spesso la gente mi vede solo gareggiare e vincere e pensa sia tutto facile. In ‘I am Bolt’, invece, ho mostrato il dietro le quinte, quanto sia faticoso e totalizzante diventare e restare un campione. La dedizione dev’essere assoluta“.

LaPresse/Xinhua
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Per quanto riguarda il suo futuro, Bolt conferma: “sono giunto all’ultima stagione della carriera. Sono giovane, ma in atletica ho raggiunto praticamente tutti i traguardi raggiungibili e voglio uscire di scena al vertice. Il 2017 servirà solo per salutare e ringraziare i tifosi, tornando in luoghi a me cari come Ostrava, Losanna, Parigi o Bruxelles. Mi piacerebbe fare i 100 ai Mondiali di Londra per mettere in pari il conto-medaglie iridate. Ne ho 4 d’oro nei 200 e in staffetta, ma complice la squalifica per falsa partenza a Daegu 2011, 3 nei 100. Posso assicurare, però, che non farò più i 200, anche se mi resta il rammarico di non esser sceso sotto i 19”00“.