LaPresseAngelo Orsi

Parlando di Michael Schumacher, Ross Brawn si è detto convinto che il tedesco sia stato l’artefice del periodo d’oro della Mercedes

Un eroe della Formula Uno e non solo. Michael Schumacher resta questo per l’intero mondo dei motori, nonostante quel terribile incidente che tre anni fa lo ha costretto a lottare per la sua vita.

LaPresse/Photo4
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Amante dell’adrenalina e della velocità, rimanere steso su un gelido letto non era quello che Michael voleva per sè. Il destino purtroppo gli ha riservato questo, ma per un sette volte campione del mondo non è mai tempo di arrendersi. A sottolinearlo è Ross Brawn, suo fidato ingegnere per lunghi periodi della sua carriera: “quando hai visto un pilota impegnato com’era Michael – le parole di Brawn alla CNN – così determinato alla ricerca della vittoria tanto da trascinare tutti quelli che aveva intorno con la sua motivazione, sapevi che non potevi lasciare niente al caso. Schumacher non è stato solo un campione in pista ma anche un grande motivatore per le persone che lo circondavano: aveva saputo creare la giusta atmosfera e un pensiero positivo all’interno del team.

 LaPresse/PA
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Questa è stata una lezione importante che ho imparato osservando Michael. Con la sua conoscenza ed esperienza, che fosse seduto con un gruppo di ingegneri aerodinamici o specialisti del telaio o delle gomme, sapeva spiegare di cosa aveva bisogno in modo inestimabile. Io penso che sia stato determinante nella creazione di sistemi che hanno contribuito al successo della Mercedes di oggi“. Messo da parte il Michael pilota, Brawn si sofferma sulla sfera privata del pilota tedesco: “a soffrire nell’incidente non è stato solo Michael, ma tutta la sua famiglia. E vedere cosa sono riusciti a fare non solo Mick nelle corse, ma anche Gina-Maria con i cavalli, è una testimonianza della forza della famiglia e di Corinna“.