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Intervistato da Motorsport.com, Daniel Ricciardo ha parlato della sua convivenza con Verstappen, invitando la Red Bull a gestirla al meglio

Una convivenza ‘civile’, costellata da duelli maschi ma sempre nel limite del regolamento. Frasi fuori posto? Nessuna, Ricciardo e Verstappen hanno incarnato al meglio quella che dev’essere la rivalità in Formula 1: confronti duri in pista, nessun litigio fuori.

verstappen ricciardo1Tutto il contrario di quanto avvenuto in Mercedes, dove Hamilton e Rosberg non hanno mai perso occasione per punzecchiarsi e lanciare qualche frecciatina al di là del box. Sul rapporto con il compagno olandese è intervenuto Ricciardo, chiedendo alla Red Bull di mantenere sempre così la loro rivalità: “è difficile fare previsioni su quello che sarà o su quello che accadrà nella prossima stagione – ha affermato Daniel Ricciardo a Motorsport.com penso però che in questa stagione abbiamo avuto le nostre battaglie, Max ed io, ma entrambi le abbiamo gestite al meglio. Il nostro rapporto? Dipende da come evolveranno le cose nei prossimi mesi, ma penso che sino a ora siano andate bene. Le abbiamo gestite da uomini. Le poche volte che Max mi ha battuto ero sconvolto, perché non mi piace perdere, ma ho riconosciuto che ha guidato molto bene e ha fatto quello che doveva fare. 

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Penso che sia sensato dire ‘quel giorno ha lavorato meglio di me. Imparerò e farò meglio’. Questo dovrebbe essere un buon modo per mantenere buoni rapporti. Non è mai facile essere battuti dal compagno di squadra e penso valga anche per lui. Ma penso che andrà tutto bene anche in futuro. Penso che sino a ora Red Bull abbia fatto davvero un ottimo lavoro nella nostra gestione – continua Ricciardo – se ci qualifichiamo l’uno accanto all’altro basta dirci ‘attenti e a non entrare in contatto alla prima curva’. Poi noi possiamo lottare anche aspramente tra noi, l’importante è non toccarci mai nel corso della gara. Oltre a questo, possiamo anche attaccarci e difendere l’uno nei confronti dell’altro come se non fossimo compagni di squadra. Dobbiamo solo avere più premura nei confronti dell’altro. Se non fosse così, allora deluderemmo le 700 persone che lavorano per il team. La squadra non ci ha mai dovuto dire ‘ragazzi non fate questo, non fate quello…’, quindi penso che questo sia il giusto approccio da mantenere anche in futuro”.