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Il centrocampista del Milan Riccardo Montolivo racconta alcuni momenti della sua carriera a torna a parlare dei colori rossoneri

LaPresse/Jennifer Lorenzini
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Milan, parla Montolivo –Il momento più difficile per me da calciatore è stato l’infortunio pre-mondiale, quando in amichevole contro l’Irlanda mi sono rotto la tibia tre giorni prima proprio della partenza: è stata una bella botta, sia fisicamente che moralmente, ma l’ho superata bene. Quando è nata mia figlia Mariam, invece, è stata un’emozione fantastica, tutti i genitori sanno di cui sto parlando: è stato un momento indimenticabile, una gioia immensa e il coronamento della bella storia con mia moglie”, a parlare è Riccardo Montolivo. Il capitano del Milan si racconta durante l’#askMontolivo a lui dedicato.

LaPresse/Spada
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Milan, parla Montolivo – Immancabile un pensiero al momento rossonero: credo che qui al Milan ci sia un’atmosfera particolare, che forse non ho trovato nelle altre squadre in cui sono stato. Anche se devo essere sincero: l’Atalanta è la squadra in cui sono cresciuto a livello di settore giovanile e ha un posto speciale nel mio cuore, e anche a Firenze mi sono trovato molto bene, dentro e fuori dal campo. Ma al Milan c’è un’atmosfera familiare diversa e che non ho trovato nelle altre due squadre”. Montolivo, come riportato da MilanNews.it, svela anche il perché del numero 18: “ho scelto il numero 18 perchè è legato alla mia data di nascita. In tutte le squadre in cui sono andato poi, Atalanta, Fiorentina e Milan, ho sempre trovato il 18 libero e quindi era forse destino che tenessi sempre questo numero”.

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