Il Dirigente Sportivo della Lampre ha salvato la squadra grazie al progetto di Matar Suhail Al Yabhouni Al Dhaheri, dirigente proveniente dagli Emirati Arabi

 LaPresse/Belen Sivori
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Beppe Saronni è riuscito nell’impresa. Il Dirigente Sportivo della Lampre ha salvato la squadra e iscritto il team col nome UAE Abu Dhabi nel WorldTour. In 10 giorni è passato dal fallimento del progetto cinese alla ‘resurrezione’ araba. Gli Emirati Arabi stanno gettando le basi per essere competitivi in determinati sport. In Formula 1, col super tecnologico circuito hanno raccolto vari consensi dai piloti e manager, e ora nel ciclismo sperano di replicare le gioie ottenute in F1. La stagione di ciclismo 2017 vedrà la terza edizione dell’Abu Dhabi Tour e adesso si aggiunge una squadra proveniente dal paese arabo, che sarà all’interno del circuito WorldTour. Il team debutterà il 17 gennaio al Tour Down Under in Australia con in strada Ulissi, Meintjes, Swift e Rui Costa. 

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Saronni è quindi riuscito nell’impresa, come quando da ciclista strabiliava la folla al Giro d’Italia. Ecco come ha salvato la squadra dal fallimento: “a fine agosto avevamo annunciato la collaborazione con i cinesi di TJ Sport. Purtroppo il presidente Li Zhiqiang ha avuto seri problemi di salute, lui era il perno di tutto e questo ha bloccato il progetto. Le regole dell’Uci non aspettano e non avevamo più i tempi per definire il piano. Ma il progetto resta valido, io sono sicuro che dalla Cina uscirà qualcosa di importante – ha dichiarato Saronni come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Mauro Gianetti ha un rapporto di amicizia con Matar Suhail Al Yabhouni Al Dhaheri, presidente di una società che negli Emirati lavora nel campo dell’edilizia e dell’immobiliare. Matar ha una passione vera per la bicicletta, lui e Gianetti si vedevano spesso e parlavano di progetti di ciclismo. C’era da tempo la volontà di creare una formazione pro’ ad Abu Dhabi e, quando è svanita l’opzione cinese, Gianetti ha ripreso la pista di Abu Dhabi“.

 

LaPresse/PA
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Importante protagonista del salvataggio quindi è stato Mauro Giannetti. Saronni rivela quando è nato il progetto arabo, raccontando aneddoti molto particolari: “Mauro è stato invitato ad Abu Dhabi a vedere l’ultimo GP di F.1. il 27 novembre, e ha presentato al signor Matar il nostro progetto, – prosegue -. In dieci giorni abbiamo definito tutto. Forse la ristrettezza dei tempi ha aiutato, perché più di tanto non c’è stato modo di pensare. O si prendeva questa opportunità al volo, oppure saltava tutto. E voglio precisare che non abbiamo avuto nessuna deroga dall’Uci”.

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Il nome sarà Team UAE Abu Dhabi, nome strano per una squadra di ciclismo (anche se già c’è la Bahrain Merida che porta il nome di un paese, ma è sempre affiancato ad uno sponsor). Saronni spiega il motivo del nome: “si chiama Team Uae Abu Dhabi, è la squadra di una nazione. È un grande orgoglio per tutti noi e ci sentiamo molto responsabilizzati: sulla maglia per la prima volta non abbiamo il nome di uno sponsor, ma di una nazione. E anche la maglia avrà i colori della bandiera degli Emirati: bianco, verde, nero e rosso”, conclude.

 

 

 

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