L’anno sportivo del canottaggio secondo il Presidente della Federazione Italiana, Giuseppe Abbagnale, si avvicina all’8

giuseppe abbagnale.jpg1Il mio voto per questo 2016 che si sta concludendo si avvicina all’8 pieno. Un otto che meritano tutti i ragazzi e le ragazze che, in ogni categoria, hanno fatto riecheggiare l’inno d’Italia e sventolare il tricolore. Un otto perché dopo tanti anni di assenza abbiamo riportato un otto fuoriscalmo alle Olimpiadi. Un otto perché per arrivare al dieci serve l’oro olimpico e noi abbiamo vinto due medaglie di bronzo che non e’ poco anzi tutt’altro. Un otto perché lo merita tutto il canottaggio italiano e lavoreremo per arrivare al dieci, ma quello pieno pero'”.

LaPresse/Spada
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Il presidente della Federazione Italiana Canottaggio, Giuseppe Abbagnale, archivia con legittima soddisfazione la stagione del remo azzurro, che ha dimostrato anche alle Olimpiadi di Rio il suo ottimo stato di salute. “Abbiamo una squadra competitiva e giovane sia negli uomini che nelle donne e questo ci fa stare moderatamente sereni per il futuro – spiega all’ITALPRESS il numero uno della Fic – Lo stato di salute, quindi, è ottimo anche se dobbiamo lavorare molto perché gli avversari non stanno fermi a guardare noi“. Gli obiettivi principali della federazione nel prossimo quadriennio che porta a Tokyo sono chiari: “lavorare, lavorare e lavorare per consolidare e migliorare i risultato di questo quadriennio e poi far crescere il canottaggio femminile fino a portarlo il più vicino alla parità con gli uomini, sia nei risultati che nei numeri di tesserati“.

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Impossibile individuare una atleta e un atleta azzurro su cui scommettere per il futuro: “non c’è un solo atleta su cui scommettere, ma tutti quelli che hanno vinto una medaglia a Rio de Janeiro, mentre per le donne vi sono le migliori atlete che hanno vinto medaglie nelle categorie junior e under 23“. Prima di Rio, il canottaggio italiano ha vissuto le vicende delle squalifiche del figlio di Abbagnale, Vincenzo (mancata reperibilità), e di Mornati: “come ho detto durante a più riprese e in più occasioni, il canottaggio italiano non ha un problema doping, ma una problematica legata ad alunne leggerezze di cui i nostri atleti sono stati vittime. Problematiche che hanno fatto maturare tutti, dagli atleti ai tecnici fino ai noi dirigenti. Cosa fare? Continueremo a sensibilizzare tutti ponendo maggiore attenzione ad ogni scadenza che gli atleti devono affrontare. Vigileremo e sensibilizzeremo assumendoci la responsabilità’ morale delle loro azioni, ma quelle soggettive rimangono degli atleti: non possiamo instaurare un “regime di polizia”. Ognuno deve essere responsabile delle proprie azioni. Noi faremo la nostra parte e saremo inflessibili. Spero vivamente – conclude Abbagnale – che nessun atleta si trovi a dover affrontare le conseguenze di una leggerezza”. (ITALPRESS)