LaPresse\Franck Faugere

Alessadro Petacchi prevede per Jakub Mareczko un futuro roseo viste le sue doti da velocista puro

Gian Mattia D'Alberto
Gian Mattia D’Alberto

In Italia, l’ultimo grande velocista è stato Alessandro Petacchi. Ale-Jet vanta 48 vittorie di tappe nei grandi giri, una Milano-Sanremo e una tappa alla Tirreno-Adriatico (ultima sua grande vittoria). Il suo erede? Potrebbe essere Jakub Mareczko. Ieri, il giovane italiano ha trionfato nella prima tappa del Taihu Lake Tour in Cina, ed è arrivato a quota 10 successi stagionali. Ha ancora 22 anni il ciclista della Southeast, ma già vanta successi in tutto il mondo e nella prossima stagione può migliorare ancora. Ha tutte le caratteristiche per diventare un campione: talento, voglia di vincere e intelligenza tattica, doti che un velocista deve avere per vincere.

Jakub MareczkoHa le doti per crescere, per fare delle grandi volate per diventare qualcuno“. È un velocista puro che a me piace molto e non solo per il grande spunto che ha negli ultimi metri. È bravo a tenere la posizione. Ha il baricentro basso. È ‘cattivo’ quando serve, non ha paura ad ‘entrare. – ha dichiarato Petacchi come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Dalla scorsa stagione a questa, ha fatto già un bel salto di qualità. Non dimentichiamo che in Turchia ha battuto uno come Greipel, e peccato che poco dopo non abbiamo potuto vederlo al Giro d’Italia perché era malato, e si è dovuto ritirare quasi subito. È migliorato in salita e nella mentalità, me ne sono accorto al ritiro della Nazionale in Veneto, prima che partisse per i Mondiali“.

Gian Mattia D'Alberto
Gian Mattia D’Alberto

Alessandro Petacchi consiglia a Mareczko di continuare a gareggiare in questi giorni per continuare a crescere migliorare nella resistenza fisica. “Fa bene a correre adesso. Più fatica fa, meglio è. Gli ho mandato un messaggio di complimenti e poco tempo fa è passato anche a trovarmi. Ha le idee chiare, deve allenarsi sulla resistenza perché allo sprint si deve presentare il più fresco possibile. Dovrà mettersi in evidenza nelle brevi corse a tappe per meritarsi il Giro d’Italia e testarsi lì. Alla stagione 2017 deve chiedere magari meno successi, ma di maggiore qualità. E poi scegliere bene per il futuro: per confrontarsi con i grandi velocisti nelle grandi corse, gli servirà una squadra molto attrezzata, altrimenti sarà dura“.