The pack of riders cycles during the 159,5 km (99 miles) third stage of the 102nd Tour de France cycling race from Anvers to Huy, Belgium, July 6, 2015. REUTERS/Eric Gaillard

Un Tour de France che quest’anno mette a dura prova le gambe e la testa dei ciclisti

Tappa nervosa. E alla fine grandi salite. Strappi violenti. Pendenze impressionanti. La giornata perfetta, meteorologicamente parlando: 22 gradi, sole, asfalto asciutto, poco vento. Le battaglie iniziano sulla discesa della Cote de Cherave. Curve strette a tutta velocità. Ogni tanto qualcuno va dritto. E rischia. Ma la tappa oggi ha già fatto le sue “vittime”. Ultimo chilometro. Svolta a destra. Sembrano fermarsi anche le moto per la pendenza. Si arriverà al 26%. Joaquim “Purito” Rodriguez, all’inizio, sembra andare in crisi. Froome è davanti. Contador presente. Nibali presente. Froome e Contador vanno. O almeno ci provano. Ritorna Rodriguez. Rodriguez arriva. Rodriguez va. Solo. E Purito vince. Scattando. Froome è secondo. Nibali arriva a 12 secondi. Contador in netta difficoltà, 18 secondi di ritardo. Uran, stravolto, becca 34 secondi. Froome indossa la maglia gialla; Nibali prende 11 secondi da lui. Adesso arriva il pavè. Sarà dura. Per tutti.