“Tu puoi, provaci”: passione, agonismo e impegno sociale in un progetto firmato Francesca Schiavone

/

Insieme a Chiara Cossalter, responsabile Ufficio Stampa di “Tu puoi, provaci”, facciamo un bilancio dell’iniziativa nata dalla collaborazione tra la vincitrice del Roland Garros 2010 e il Comune di Milano per assegnare una borsa di studio biennale a una giovane promessa del tennis milanese. Percorso che potrebbe essere solo l’inizio di un progetto molto più ampio

“Tu puoi, provaci” è una sfida affascinante perché parla di passione, determinazione, puro e sano agonismo, sogni, ma anche di impegno sociale e solidarietà, vera.

Due weekend di selezioni, quattro giornate di valutazioni approfondite in altrettanti centri tennistici di Milano, circa 800 bambini esaminati e, alla fine, la scelta di una bambina , Mila Fossati, che, grazie ad una borsa di studio biennale, avrà la possibilità di conquistarsi un posto nel mondo del tennis professionistico,  un posto nel mondo di Francesca Schiavone.

Ma il bilancio va soprattutto descritto con quello che ci ha raccontato Chiara Cossalter, capo ufficio stampa del progetto, e, insieme alla campionessa lombarda,  organizzatrice e realizzatrice  di queste giornate,  nonché ideatrice del nome dell’iniziativa:

“Abbiamo cercato  uno slogan che trasmettesse un concetto di cui Francesca è la dimostrazione, cioè che qualsiasi cosa a cui teniamo veramente merita di essere fatta con tutta la dedizione e l’entusiasmo  di cui siamo capaci: questo è il primo step per raggiungere i propri obiettivi. Francesca si è impegnata in questa iniziativa per restituire qualcosa alla città d Milano, perché desidera trasmettere il grande amore che ha per il tennis e i suoi  valori ai bambini, aiutando e sostenendo uno di loro in un percorso che per le famiglie spesso è difficile e richiede un grande impegno, anche dal punto di vista economico: lei questo lo ha sperimentato in prima persona.” – spiega Chiara. “Abbiamo scelto di selezionare bambini tra gli 8 e i 12 anni per un ragionamento concreto: l’obiettivo è quello di portare uno di loro nel tennis professionistico e tra gli 8 e i 12 anni è il periodo in cui ci si forma. Successivamente l’impegno, a diversi livelli, sarà ancora maggiore.”

Dello staff che si è messo a disposizione e ha collaborato al progetto con grande professionalità e impegno nessuno ha percepito un compenso economico; ciò nonostante il lavoro è stato enorme e non sempre facile: ”Francesca aveva già in mente come, una volta in campo con i ragazzi, avrebbe distribuito il lavoro e organizzato i  gruppi; la parte più difficile è stata l’organizzazione che ha preceduto le quattro giornate di stage perché era la prima volta; abbiamo imbastito tutto partendo da zero, anche il sito, la realizzazione delle grafiche, delle locandine, del piano media, la richiesta delle autorizzazioni al Comune e la gestione degli aspetti burocratici; un giorno dopo l’altro, a piccoli passi, ce l’abbiamo fatta”.

Con il patrocinio del Comune di Milano e grazie agli sponsor Babolat, Sergio Tacchini, Levissima e il Club Rotary di Milano Sud-Est, a cui si è aggiunta anche una famiglia milanese che ha deciso di contribuire alla borsa di studio restando nell’anonimato, quello che la “leonessa” ha definito “il mio progettino magico” si è rivelato un vero successo e ha coinvolto non solo i bambini ma anche le loro famiglie: “E’ stato davvero bello vedere  il coinvolgimento familiare: insieme ai bambini iscritti allo stage venivano le mamme, i papà e i fratelli; abbiamo poi ricevuto moltissime email di persone che ci dicevano “Grazie, ci siamo divertiti un sacco” e questo ci ha fatto capire che l’iniziativa è stata vincente. Mi ha davvero colpito vedere tanti bambini trascinati dall’entusiasmo e dalla carica di Francesca e anche da quello che è riuscita a conquistare nel tennis perché, dato che loro sono troppo piccoli per ricordare l’impresa del Roland Garros, sono i genitori che lo ricordano. I bambini erano moltissimi e Francesca li ha visti tutti, uno per uno; anche chi non sapeva giocare a tennis  è stato esaminato, attraverso esercizi di atletica. Per Francesca nel tennis è importante la coordinazione quindi anche un bambino che non sa giocare a tennis può avere un grande potenziale e, come lei stessa dice sempre , “Si vede subito quando qualcuno ha qualcosa in più”. “

Il cammino che Mila sta intraprendendo potrà essere seguito sul sito www.tupuoiprovaci.it e sui social di Francesca (IG: francescaschiav1, FB: FrancescaSchiavoneOfficial , Twitter: @Schiavone_Fra)   mentre l’attività del gruppo “Tu puoi, provaci” proseguirà a Milano anche l’anno prossimo, sempre con lo stesso approccio meritocratico improntato all’impegno sociale: “Era importante che questo stage fosse aperto a tutti, a prescindere dal sesso, dal censo e dalla conoscenza o meno del tennis e spero che, a prescindere dal risultato, ai bambini sia arrivata e rimanga la grande carica di Francesca, la sua passione, il suo darsi al 100% in tutto quello che crede” -conclude Chiara. “Il nostro obiettivo è quello di replicare questa iniziativa, organizzandola ancora meglio; ci sarà ancora più bisogno del Comune e dell’appoggio di Milano Sport, che ci ha dato una mano quest’anno”.

“Tu puoi, provaci” è una call to action motivazionale entusiasta, generosa ed appassionata, legata ad un’attività che, partendo dal tennis e da Milano potrebbe presto svilupparsi in altre città e, magari, anche con altri tipi di collaborazione; la sua arma vincente è  e sarà il desiderio di mettersi al servizio della comunità: proporre lo sport come un’esperienza educativa è uno sprone a mettersi in gioco, con coraggio,  per sviluppare una vita piena e autentica.

Si ringrazia Chiara Cossalter per la cortese disponibilità

>>> PER IL VIDEO >>> “Tu puoi, provaci” – Il progetto di Francesca Schiavone per le giovani promesse del tennis  <<< (credits Tamara Munarini)

Valuta questo articolo

Rating: 5.0/5. From 3 votes.
Please wait...


FotoGallery